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                    <text>Parigi in Bicicletta
Parigi en vélo
a cura di
Cesare Nissirio

�In Marcia!
L

’Italia accoglie con entusiasmo la mostra Parigi en
Vélo, un’esposizione dedicata alla bicicletta nella
Parigi fra ‘800 e ‘900, in omaggio al 110 anniversario
del Tour de France. L’esposizione ospita esclusivamente
materiale cartaceo d’epoca: manifesti, stampe, fotografie,
cartoline postali, riviste e libri illustrati, figurine e album
da collezione, con l’eccezionale presenza di alcuni
oggetti di riferimento. Dunque,
una carrellata d’ immagini fornite
attraverso soprattutto il mondo
dell’illustrazione, arte peculiare
delle collezioni del Museo Parigino
a Roma. Non entreremo pertanto
nei dettagli tecnici del mezzo
né in quelli strettamente legati
alla competizione della quale
desideriamo per lo più evocare il
fascino dei luoghi, che si tratti di
un boulevard o di un velodromo, di
una “partenza” o di un “traguardo”.
Non una storia per addetti ai
lavori ma un lavoro per addetti alla
ricerca dei luoghi della memoria
e dello charme che, purtroppo,
nella frenesia della digitazione di

un telefonino, giocattolo odierno per adulti e bambini,
utile quanto pernicioso, si vanno perdendo sempre di
più. Preferiamo il profumo di un’epoca ai “messaggini”
troppo spesso insignificanti e inutili che percorrono
senza riguardo l’etere della nostra quotidianità, a volte
tanto banale. Hélas!
Cesare Nissirio

�La partenza dal Boulevard
P
arigi, molto presto, ha consentito che la bicicletta
accedesse, facilmente e senza troppi pericoli, nei
bois e nei boulevards, data la conformazione urbanistica
della città. Una disponibilità immediata, la sua, diffusasi
rapidamente nel mondo intero. Le immagini di quella
Parigi in evoluzione fra i due ultimi secoli rappresentano il
cambiamento delle abitudini e dei mezzi di locomozione
in uso in quegli anni. L’invenzione della ruota è antica
quanto l’uomo e non staremo qui a evocarne l’intera
storia, la sua evoluzione nel tempo. Ma la bicicletta ha
una propria vicenda, molto più recente, essendo stata
inventata fra il Settecento e l’Ottocento. Ci limiteremo
a ripercorrere attraverso i testi e le immagini soltanto
alcune tappe salienti fra gli eventi più vicini a noi. Dal
célérifère del 1790 ad oggi è passata molta acqua sotto
i ponti della Senna. La draisienne del 1818, il biciclo di
Michaux del 1860, il monociclo francese del 1870, la
prima bicicletta del 1880 non sono che alcune delle fasi
evolutive di questo affascinante oggetto del nostro tempo.
Di fatto, la valenza estetica della bicicletta non ha mai
perso il proprio smalto nello scorrere implacabilmente
veloce degli anni. L’eleganza, la trasparenza, la mobilità
accompagnate molto spesso, soprattutto nei secoli scorsi,
dalle ricercatezze della moda sia femminile che maschile,
hanno reso l’”oggetto bicicletta” un modello capace di
attirare l’attenzione non solo degli inventori di novità

4

nel settore ma anche di artisti, cartellonisti, illustratori,
di artisti frenetici, ai quali daremo più avanti spazio in
queste pagine, pronti a riprodurre nel migliore dei
modi il connubio fra l’oggetto e colui o colei che, in sella
ai modelli più in voga, percorrevano le strade cittadine,
soprattutto negli ampi viali dei parchi di Boulogne a
due passi dagli Champs-Elysées o di Vincennes ma
anche i boulevards tanto animati della città. L’Ottocento,
soprattutto verso la sua inevitabile e struggente fine, ha
conclamato l’uso di questo mezzo in città con dovizia
di spunti. La nostra rassegna accoglie, pertanto, diverse
immagini dei vari quartieri del centro in cui nel traffico
romanticamente agitato da auto, allora d’avanguardia
ma che oggi definiremmo d’epoca, appaiono spavaldi
signori rigorosamente in cappello, melon, canotier
o casquette. Li si vede in sella e talvolta accompagnati
da eleganti signore altrettanto impavide e incappellate
mentre sfoggiano gonne alla “turca” da fare invidia agli
stessi orientali.
La Grande Esposizione del 1900 aveva aperto la porta
alla modernità e la bicicletta, grazie a Pierre e Ernest
Michaux , poco dopo la prima metà dell’Ottocento,
era entrata a giusto titolo nell’era moderna. In quei
cinquant’anni Parigi aveva dimostrato il suo grande
interesse per le novità del progresso tecnologico di cui
la bicicletta era esempio circolante che, a oltre un secolo
5

�di distanza, dimostra ancora la sua permanente validità.
L’Esposizione tecnologica del 1937 ha ulteriormente
allargato gli orizzonti della mente e delle sue invenzioni.
Colori, figure di fascino, esempi di prestanza fisica,
pubblicità, moda e costume, rappresentano le tappe
di questa affascinante esposizione in bilico fra sistemi
desueti e nuove tecnologie, fra sport, salute e cultura,
nella generale curiosità della capitale francese per il
“nuovo” e la adozione immediata dello stesso. La Ville
Lumière è stata sempre una città “faro” nei confronti
della modernità, sia del pensiero che dell’azione. Nella
città dei “lumi”, la bicicletta è un esempio “lampante” di
una città illuminata nelle menti dei suoi esponenti della
cultura e del pensiero ma anche della creatività industriale.
Le case automobilistiche, produttrici di nuovi modelli
a quattro ruote, si cimentarono anche con le più facili
“due ruote” La mostra ci conduce perciò fra le marche
in voga a cavallo fra quei due secoli. Ma è il Novecento
inoltrato che segnerà il successo senza precedenti della
bicicletta, un fenomeno pari a quello della cartolina
ieri e al computer oggi. Tutti in sella dall’infanzia al
tramonto, tutti in giro dai boulevards alla campagna,
verso il mare o su per i monti. Le innumerevoli scene
prodotte attraverso le foto, le pagine delle riviste, grazie
soprattutto alla moda delle cartoline, invasero il mondo.
Su queste ultime forme di messaggi postali illustrati,
le poche righe spesso riportate sulle immagini stesse in
modo irriguardoso, forniscono però il segno dei costumi
del tempo. Parigi, città della moda e della modernità
offre al ciclista amatoriale gli spazi più seducenti, i viali
6

e le piazze più celebri, le stradine più gelosamente celate
di quei quartieri introvabili altrove, intrisi di quell’esprit
Parigiien alla cui ricerca il turismo mondiale ha recato
colpi mortali. Di quella Parigi di ieri vogliamo offrire al
visitatore l’immagine, incantata ed incantevole, di quei
viali solcati da eleganti figure d’altri tempi desideriamo
evocarne nostalgicamente
il profumo attraverso
l’illustrazione, la grafica e il disegno. Sicuramente
non potremmo riprodurre in modo esaustivo tutti i
fenomeni legati all’uso della bicicletta, dal suo utilizzo
nella quotidianità alle numerose competizioni. Il nostro
contributo è limitato dallo spazio e dalla peculiarità delle
nostre collezioni, soprattutto cartacee. Ma l’effetto non
mancherà di produrre seduzione, curiosità e desiderio
di saperne di più. Un pretesto offerto con generosità al
nostro pubblico sfiorando alcuni temi, vari momenti,
situazioni, figure e personaggi che hanno fatto la storia
della bicicletta, una storia non sempre al maschile in
quanto, grazie alla moda nello sport, spesso, ci appare
anche in gonnella.

La femme en vélo

L

a donna in bicicletta. Cosa e quanto possa significare
questo argomento in una mostra sulla bicicletta
intesa come sport, come moda, costume, salute e
trasporto, ecc. ci sembra chiaro quanto l’acqua di fonte.
Il “gentil sesso” non è mai voluto restare indietro a quello
maschile in Francia, tanto meno a Parigi. Al contrario ha
spesso dettato legge, imposto uno stile, sancito le proprie
norme da far rispettare, con grazia ma rigorosamente. Et
comment! La bicicletta potrebbe essere stato un pretesto
per ribadire certe posizioni sociali conquistate dal sesso
femminile? Non è proprio così. Il Vélo, termine familiare
per indicare la Bici, è stato anche uno strumento di
piacere à la page, un coagulante della famiglia e dei
suoi programmi comuni a tutti i propri membri, nella
conquista del futuro ma anche di una posizione sociale.
Lo sport, la gita e quant’altro provenga da questo mezzo,
sono modi per stare insieme, in città come in campagna.
La donna, notoriamente è attenta a certe sollecitazioni
ma è anche sensibile all’emancipazione da alcuni
ruoli codificati banalmente dal sesso maschile. Eccola
perciò in sella ad una lucente quanto avveniristica bici
mentre ci viene in mente quella simpatica canzoncina
italiana i cui versi sembrano calzare a pennello alle
nostre tesi: Ma dove vai bellezza in bicicletta, così di
fretta pedalando con ardor…, versi che anche i numerosi
artisti della matita avrebbero potuto prendere in prestito

ancor prima, cimentandosi nel riprodurre la donna
in bicicletta, protesa verso un traguardo di una gara
ciclistica in calzamaglia e tutta rigorosamente in tiro.
Ecco, pertanto, “sfrecciare” la divina Sarah Bernhardt,
la Belle Otero, l’elegante Yvette Guilbert, affiancate alle
atlete Louise Roger, Lisette e Hèlène Dutrieu; ecco la
donna in bicicletta immortalata da celebri illustratori,
pittori, cartellonisti: Pal, Misti, Guillaume, Willette,
Chéret affiancati a Rorida, Toulouse-Lautrec, Bottini,
Vuillard e Villon. I nostri orizzonti si aprono perciò
su alcune immagini della donna in bicicletta sia nei
manifesti d’epoca che nelle foto che la immortalano tra
la fine dell’Ottocento e il Novecento, secolo questo che
sentenzierà definitivamente il successo della femme en vélo
con la benedizione dei letterati e commentatori, fra cui
spiccano naturalmente Emile Zola e Théophile Gautier
fils. La moda s’impadronirà delle “toilettes de sport”,
le adatterà agli usi competitivi ma anche alle necessità
estetiche, alla vanità ed alla inderogabile esigenza “ de
bien apparaître” della donna in qualsiasi momento della
sua giornata. La si vede in maillot nero, calzamaglia e
tacchi bassi nelle competizioni oppure in varie, colorate
fogge, in corto o in lungo, raffigurata dai cartellonisti
nelle diverse pubblicità di biciclette, con l’ammirazione e
l’invidia di chi non poteva permettersi tal lusso. La moda,
7

�sia chiaro, va anche in bicicletta e le copertine dei giornali
di settore fanno a gara nell’effigiare la bellezza femminile
in un nuovo abito sfoggiato in sella o accompagnata da
una bicicletta pronta a sottolinearne l’uso. La donna,
regina degli ippodromi, diviene primadonna anche tra
il pubblico delle gare ciclistiche ma soprattutto nelle
veloci promenades en vélo nel verde della Capitale o
lungo gli Champs Elysées. Ma anche nei diversi Salons
du Cycle, nel Palais du Sport o all’Exposition Universelle
del 1900, fiera di nuovi prodotti e vanità, sinonimo di
avvenire e mutamento dei gusti e dei consumi. Presto
la donna si impossesserà anche di moto e auto in quel
programma di emancipazione in cui la parigina eccelle,
da che Parigi è Parigi. Dunlop, Comiot, Hurtu, Clément,
La Française, L’Etendard Français, De Dion Bouton,
Mercier, Sirius, s’impadroniscono del fascino femminile
per pubblicizzare le proprie marche visto che il nuovo
oggetto del desiderio sembra sposarsi magnificamente
con la bellezza muliebre. La donna diviene subito
protagonista in questo nuovo sport al punto di
impersonificare la Francia su due ruote con tanto di
bandiera in mano raffigurata in un celebre manifesto
pubblicitario di Chéret. Alla fatica dello sport si unisce
la grazia, la leggiadria, la bella presenza, messe in risalto
dalle abili doti di un redattore su Le Monde Illustré,
Figaro Illustré, Parigi Illustré, Le Petit Journal, Le Petit
Parigiien, La Mode, nelle numerose testate giornalistiche
che le dedicano copertine e ampi servizi. La “ciclista” che
non perde occasione per mostrarsi con un manubrio fra
le mani ed un sorriso ammiccante. La bicicletta ha vinto
8

la sfida e, se in gonnella, è garanzia di maggior successo
non solo presso i parigini ma soprattutto nella rinnovata
mentalità che va spavalda verso il futuro.

L’infanzia In Bicicletta
U
na simpatica, divertente, cartolina illustrata
dell’inizio del Novecento raffigura numerosi
bimbi, ciclisti in erba, già in posizione di partenza, con
tanto di starter o pronti a scattare in sella. Che serietà
in quei teneri atleti! Si tratta di una illustrazione, “un
délice”, un autentico piacere dell’occhio dinanzi ad un
circuito animato da bambini su tandem raffigurati sotto
lo sguardo divertito di una folla di altri bimbi, pronti a
fare il tifo per il proprio beniamino. Colori tenui, quasi
a sottolineare la tenerezza di una così giovane età ma già
in competizione. Il titolo della cartolina: La bicyclette.
Ho preso a spunto questa scena per affrontare il discorso
sull’infanzia in bicicletta, la freschezza dell’età giovanile
a confronto con uno strumento altrettanto giovane,
seppure con una storia già delineata alle spalle. Di fatto,
sin dalla fine dell’Ottocento la bicicletta era entrata nelle
case parigine animate da bambini. Un giocattolo ma
non solo, un mezzo per fare ginnastica, per socializzare,
per gareggiare e per non sentirsi soli. Con l’avvio del
Novecento dapprima ecco l’indimenticabile triciclo
con le ruote posteriori saldate al mezzo, quindi, quello
con le ruote smontabili per i bimbi più cresciuti e
pronti a cimentarsi con l’equilibrio. La bicicletta, ormai
emancipatasi nel tenere in sella i più piccini, di fatto
è appannaggio di una divertente iconografia legata
all’infanzia. Mamme e papà con i propri bimbi si scorgono

9

�la muscolatura dell’intero corpo ma soprattutto delle
gambe. Ecco perciò cartoline illustrate con varie scene
in cui i bimbi o le bimbe sfoggiano fiammanti biciclette,
ecco ancora cartoline puramente illustrate da disegni,
schizzi per lo più a colori. Anche il découpage ha riservato
premure all’infanzia in bicicletta e questa esposizione ne
mostra alcuni esempi. I découpis sono sempre a colori con
preferenza per il blu e il rosso, tinte nazionali predilettie
evidentemente dai disegnatori di tali esemplari.

La vignetta su due ruote
L
’humour non è soltanto legato allo spirito inglese.
Il vessillo svetta alto anche in Francia. E’ ben noto
infatti quell’esprit français che spesso non perdona, uno
spirito talvolta poetico e delicato, spesso sarcastico,
graffiante. Il ciclismo non poteva certamente mancare
all’appuntamento con l’ironia, con il sorriso o con il
ghigno, a seconda dell’avversario da sfottere o da punire,
l’evento da deridere o da esaltare. Le due ruote dunque
vantano un trattamento a tutto tondo ed i caricaturisti,
i vignettisti francesi, insomma, i disegnatori umoristici,
hanno fatto a gara per il primato. L’armée française, una
delle vittime, insieme alle gare ciclistiche, ai corridori ed

agli organizzatori, gareggia con la donna, con l’infanzia
o con la goffaggine di chi è in sella senza pudore, senza
timore di finire con il sedere in terra o nell’acqua gelida
di un fiume. Ma sorte migliore non è destinata al sesso
maschile che si vede in una figurina da collezione
affrontare da un cane furioso mentre la donna poco più
avanti sorride per la simpatica vendetta. Simile sorte è
destinata al malcapitato ciclista che cadendo urta una
fanciulla che gli lascia cadere addosso un cesto pieno di
uova. L’amore però sembra vincere su tutto e, quindi,
varie le cartoline in cui due innamorati in bici si danno
teneri baci a rischio di finire in terra l’uno fra le braccia

ormai nelle cartoline, nelle foto, nella stampe raffiguranti
i nostri giovanissimi eroi già “su strada” o nelle piste
di un palazzo dello sport a prendere lezioni per andare
in bicicletta, in “un loisir familier et hygiénique”. Di
fatto la bicicletta si rivela uno strumento utile allo sport,
all’igiene di un giovane corpo che cresce, rafforzando
10

11

�dell’altra. Le vignette “con il sorriso ironico sulle
labbra” sono ormai sulle pagine di Le Rire, di Le Sourire
o dell’Assiette au Beurre, riviste specializzate nel far
sorridere i francesi dell’epoca, in bilico fra i nostri ormai
ultimi, trascorsi secoli. Tali riviste, spesso dissacratorie,
graffianti, talvolta cattive soprattutto nei confronti del
potere, addolciscono i toni quando affrontano il sociale

12

o situazioni private. Persino il matrimonio diviene
oggetto di dileggio quando gli sposi seguiti dal corteo
di rito affronta la strada verso la felicità. A rimettere
serietà nell’argomento nuziale a due ruote giunge la
foto di Doisneau, con quel matrimonio in bicicletta sul
Boulevard de la Madeleine. Come dire? Tutto è bene
quel che finisce bene! Sin dall’inizio però!

Mens sana in corpore sano

L

a bicicletta è un oggetto seducente quanto una bella
donna ed allora il matrimonio fra i due è quasi
d’obbligo soprattutto se tale velocipede è cavalcato da
un baldo giovane sportivo. Con gli appassionati, con le
loro promenades nei viali cittadini o verso la campagna o
lungo il fiume, la bicicletta è pronuba. Lo è in amore,
in passione sportiva, in sane abitudini salutistiche.
Mens sana in corpore sana, recitavano i latini e se sono
pure belli ed eleganti, tanto meglio. Nei manifesti, nei
dépliants pubblicitari, nelle brochures e riviste di settore
la gara è aperta senza esclusione di colpi. Entrata ormai
definitivamente nel costume francese, in tutte le classi
della società, nell’esercito, nelle gare agonistiche, la
bicicletta è un mezzo di locomozione di cui non si può
ormai fare più a meno. Definita “strumento igienico”
nello sport fisico, facile e gradevole da maneggiare,
essa si vanta a giusto titolo, di essere un bene sociale.
Ma andiamo a scoprirne le origini e la storia, le fonti
nel volume di Regamey e in quello enciclopedico del
Larousse, oltre ad alcune osservazioni rubate a, Georges
Montorgueil che, in un suo celebre libro illustrato
a colori da Pierre Vidal, amava affermare che è nei
boulevards che Parigi incontra se stessa, dalla Madeleine
alla Bastille, da Poissonnière a Saint-Martin, dall’Allée
des Acacias alla Senna anche durante le sue proverbiali e
terribili piene del 1911. Tali fonti di informazione sono
in verità molto più esaustive delle nostre annotazioni.

Non ci sentiamo però di trascurare alcune notizie. E
ci viene ancora una volta in mente quel Panorama di
Parigi, siamo nella prima metà dell’Ottocento ancora
senza ombra di bicicletta, una fettuccia lunga circa sei
metri in cui vengono riprodotti in una immagine a 360
gradi, le più importanti arterie della Capitale. Il viale
alberato, un cenacolo, una fiera, una passerella, una
vetrina in cui pregi e difetti sono in bella vista. Proprio
lì si produssero le polemiche dei detrattori, spesso
alimentate dalla gelosia e dalla paura, sulla pericolosità
della bicicletta. Strumento di terrore dei pedoni, dei
podisti, degli sportivi e dei cocchieri senza l’esclusione
dei numerosi cagnolini che fecero sentire alta la propria
protesta. Varie le vignette, apparse con apprensione
o divertimento sui giornali e sui libri del tempo, uno
per tutti proprio quel volume di Régaméy illustrato da
numerose scenette assai divertenti ed esemplificative.
Ma anche i fautori della bici fecero sentire la propria
voce esaltando il nuovo mezzo di locomozione come
esempio di apertura al futuro. Ecco, allora, nel Palazzo
dello Sport di Parigi, i corsi per stare in equilibrio sulle
“due ruote”. Appresa quest’arte da equilibristi, sarà
più facile il raggiungimento in autonomia della strada,
anche la più tortuosa, verso la campagna e nei parchi,
luoghi questi di salute per i cittadini, e stato fisico di cui
la bicicletta è divenuta ormai vessillifera.
13

�Il velocipede
C

harles Monselet, che viene citato nel ponderoso
volume edito da Larousse, il cui titolo emblematico
Les Sports Modernes Illustrés si fregia del sottotitolo
chiarificatore di Enciclopedia sportiva illustrata, si
chiedeva quale potesse essere l’origine del velocipede
e, profittando della sua facile rima, definì con queste
essenziali e lapidarie parole tale mezzo di locomozione:
Instrument raide
En fer battu
Qui dépossède
Le char tortu
Vélocipède
Rail improntu
Fils d’Archimède
D’où nous vient tu ?
Da dove viene la bicicletta ? Ecco perciò qui di seguito
le sue origini, in risposta al fantasioso Monselet. Il
velocipede e sua figlia, la bicicletta, provengono dalla
creativa mente di M. de Sivrac che nel 1790 inventò le
Célérifère.

14

15

�Il Célérifère

I

l celerifero, che nella traduzione italiana perde tutto
il suo fascino sonoro, era azionato dalla spinta dei
piedi sul terreno e non possedeva alcun manubrio
direzionale. Seppure così poco utile, costituì subito
motivo d’interesse per i ricercatori di novità sempre in
agguato. Ma nel 1918 il barone del Baden, Drais de
Sauerbronn, si cimentò in una nuova invenzione che,
sulle orme della precedente non poté gloriarsi di notevoli
miglioramenti. Era nata la Draisienne. Fu solo nel 1861
che un carrozziere, Pierre Michaux, creando due pedali
collegati alle ruote di un buffo célérifère di un suo cliente,
tale Brunel, creò il Velocipede, di una quarantina di
chili, destinato a numerose, successive modificazioni
dal 1865 in poi. Nel ’67 Ader vi aggiunse un tubolare
in ferro, l’anno successivo Gonel aggiunse le ruote
metalliche montante in tensione; Suviray, nel 1869,
apportò la modifica dei cuscinetti a sfera; Meyer nello
stesso anno s’inventò i cerchioni ricoperti solidamente
di caoutchoue pieno e duro come una pietra. Passi fa
gigante! Quell’anno i primi risultati: il 7 novembre fra
Parigi e Rouen ha avuto luogo una corsa vinta dall’inglese
J. Moore, Uno smacco per Parigi. Quei 123 chilometri
furono coperti in 10 ore e 45 minuti; quei 12 chilometri
all’ora sono stati un risultato eccellente per quell’epoca
da pionieri del manubrio Una freccia lanciata verso il
futuro! Nel 1885 il mezzo aveva raggiunto il peso record

16

di circa 15 o 16 chili. Non nascondiamo una certa
emozione nel riportare queste brevi notizie se pensiamo
ai progressi raggiunti dalla meccanica e dalla tecnologia
in questi due ultimi secoli. Il manubrio direzionale, la
sella ammortizzante urti e sconnessioni del terreno, la
catena di collegamento fra i pedali e la ruota motrice,
il piccolo faro alimentato dalla dinamo e tutto il resto,
avevano dato luogo alla moderna bicicletta che oggi
vanta una serie di tali ammodernamenti e adeguamenti
da far apparire quel romantico Vélocipède come un
“animale” preistorico. Turismo, sport, passeggiate all’aria
del Bois de Boulogne negli abiti appositamente creati
per tali svaghi, o lungo le pendenze delle colline nei
dintorni parigini, non bastarono agli appassionati che
vollero cimentarsi in gare ciclistiche, le “corse” che man
mano diventeranno le “classiche” del ciclismo mondiale.
Le corse in pista, nei vari velodromi, da quello della
Senna al Bufalo, al Vélodrome d’Hiver con la Six Jours.
Tali corse ebbero luogo in quei circuiti concepiti per
l’esaltazione della velocità. Celebre quello del parigino
Parc des Princes e quello del Bois de Vincennes, E poi le
corse su strada, la Parigi-Brest del 1891 e la successiva e
la Parigi- Bordeaux insieme alla Parigi-Roubaix, gare un
po’ mortificate dalle imperanti corse automobilistiche
che ormai attiravano l’attenzione del pubblico più
esigente. Il bel volume del Larousse (1905) cita alcuni
17

�corridori dell’epoca che riportiamo ora con le medesime
classificazioni:
(velocisti
sprinters):Zimmermann,
Banker, Cassignard, Morin,Jacquelin, Mayor Taylor;
i fondisti (stayers) Terront, Shorland, Huret, Dubois,
Linton, Michaël, Contenet. L’inizio fu promettente, il
prosieguo rientra in quella definizione ormai acquisita
dagli storici dello sport a due ruote: ciclismo eroico.

18

Il lavoro in bicicletta: les triporteurs

L

’etimologia è chiara: le triporteur è la mirabile sintesi
fra tricycle e porteur, ovvero lo strumento di lavoro
dei fattorini. In effetti, sin dai primi anni del Novecento,
molti Grandi Magazzini parigini ma anche piccole
imprese e negozi iniziarono l’uso di questo comodo
cycle a tre ruote. Il mezzo, assai utile per le consegne
a domicilio, fu ben presto adottato su larga scala e le
case costruttrici di biciclette, alcune molto note come
la Peugeot, altre sconosciute
ma non per questo meno
affascinanti, non lesinarono
le proprie attenzioni a questo
mezzo che i Parigini vedevano
ormai transitare comunemente
nel traffico cittadino. In un paio
di illustrazioni della grande
Exposition Universelle del 1900
il mezzo faceva bella mostra di
sé in primo piano. Era quello
uno dei primi esemplari per
trasporto di persone in difficoltà
o di signore snob in bella
mostra, condotte comodamente
in giro da un aitante giovanotto
L’uso più comune però era legato
al trasporto di piccola merce,

fiori, oggetti e libri, contenuti nel cassone per lo più
rettangolare. Varie le dimensioni, diverse le sagome dei
contenitori, ovoidali, cubici, aperti, chiusi, singolari,
eccentrici, a seconda delle ditte utilizzatrici o costruttrici.
Le scritte, le immagini pubblicitarie, s’impadronirono
anche di questi triporteurs, alcuni dei quali sono giunti
sino ai nostri giorni evocando un passato invidiabile di
grafiche e illustrazioni. Non ultimo l’uso nel tempo di

19

�questi veicoli come taxi per il trasporto di turisti inteso
come in un vero e proprio impegno sociale. Ma non finisce
qui. Il triporteur, parimenti alle biciclette, partecipa a
gare, competizioni specifiche destinate unicamente agli
appassionati. Doveva essere proprio divertente assistere a
quelle sfilate di bizzarria e singolarità. Se in quel tempo,
siamo, nella prima metà del Novecento, i triporteurs,
condotti per lo più da eleganti fattorini in divisa,
conducevano per Parigi le merci delle Galéries Lafayette,
del Printemps, del Bon Marché o della Samaritane, agli
occhi di chi ha ormai superato l’anno 2000, appaiono
forieri di sogni, di nostalgie, di rimpianti pungenti, di
un tempo capace di puntare i piedi, pardon, le ruote.

20

21

�La Pubblicità
L

a questione è posta sotto diversi punti di vista. Gli
affari, il prestigio, la competizione, le vittorie, la
gloria e così via… I corridori, essi stessi, coinvolti sul piano personale, politico, agonistico e via dicendo… Qui
subentra l’immagine e il suo doppio. L’implicazione
della propria faccia, la figura bella o brutta, le proprie
aspettative, la sconfitta o il successo . Ma non è tutto,
c’è poi il rovescio della medaglia: l’immagine del nuovo sport presso il pubblico. Quell’immagine creata soprattutto dagli artisti, quella che appare sui muri delle
città, sulle pagine dei giornali ovunque sia possibile,
persino sull’abbigliamento dei corridori, sulle auto al
seguito, ecc. Insomma,la posta in gioco è alta non solo
dal punto di vista economico. I protagonisti lo sanno
bene e i mezzi per difendersi sono numerosi, a colpi
di scure e a colpi bassi. Per fortuna ci sono gli artisti
ed è su costoro che soffermiamo la nostra attenzione. I
manifesti sono il loro territorio, quei bei manifesti colorati destinati per lo più alla gloria su una Colonne Morris posta nei punti cruciali, i carrefours, gli incroci, nel
cuore delle città francesi, alla vista di tutti. La bicicletta
assurge a prodotto d’arte grafica ed a renderla così importante saranno i nomi più celebri del cartellonismo
insieme a più oscuri disegnatori. Sembra che la velocità
del mezzo gareggi con l’evoluzione dell’arte del pennello
o della matita. I titoli s’intrecciano con i luoghi o con
i prodotti da pubblicizzare. Il mitico Châlet du Cycle nel

22

Bois de Boulogne à Longchamps, luogo di mondanità
e di sport è illustrato con particolare efficacia da René
Péan come il Salon du Cycle lo sarà da un’artista della
statura di Pal, mentre il Deuxième Salon du Cycle sarà
appannaggio di Jean-Louis Forain al Palais de l’Industrie
nel 1894 che lo pubblicizza con una coppia in bicicletta.
Oltre ai luoghi, i prodotti. Ecco perciò varie marche di
cycles dal manifesto di Jules Chéret del 1895 concepito
per L’Etendard Français, une splendida personificazione
della Francia nelle vesti di una signora che brandisce la
classica bandiera bleu,blanc,rouge, al manifesto di Henri
de Toulouse-Lautrec inneggiante a La Chaîne Simpson,
del 1896, a Gladiator illustrata nel 1897 da Misti alle
prese con una coppia di ciclisti inseguita da un minaccioso vigile. Straordinaria e sfolgorante l’immagine

23

�pubblicitaria di Grün per Marot-Gardon in cui un vigile
ferma due belle signore in macchina chiedendo la patente, cosa assai rara all’epoca per il sesso femminile. La
lista continua con alcuni manifesti pubblicitari relativi
ad altre marche come Rudge e Clément concepiti per corridori della statura di Charles Terront e Stéphane o con
i due manifesti di Pal per Whitworth Cycles e ancora Clément o con il manifesto di Ch. Brun per La Française,
celebre, prestigiosa marca di biciclette concepito per la
Parigi–Brest con quello di Mich per Alcyon, altra celebre

24

marca, o con il coloratissimo manifesto di Berni per i
Cycles Mercier o con il divertente e gigantesco manifesto
di Georget del 1905 per Lucifer oppure con il manifesto
di R. gray del 1919 per Syrius, tanto per fermarci agli
anni a cavallo fra Ottocento e Novecento, gli anni d’oro
dell’illustrazione francese. Ovviamente gli illustratori si
spendevano anche sulle pagine dei giornali, sulle cartoline e sulla stampe. In questo capitolo aggiungiamo solo
con alcuni esempi, immagini create da artisti per lo più
anonimi oppure non individuabili.

Le arti col manubrio
“P

artire verso l’incognito, vagare in spazi che mai
percorrerebbero cavallerizzi o pedoni, penetrare
dove la ferrovia è sconosciuta, ascoltare unicamente le
proprie forze, contare solo
sulla propria fantasia, ecco
ciò che la bicicletta ci permette di fare e noi troviamo in essa la soddisfazione di quell’istinto antico delle prime abitudini
dell’umanità: il vagabondare”. Queste le prime righe
del volume riccamente e
finemente illustrato da Frédéric Régamey, un libro
da lui stesso scritto, edito
nel 1898 da Alfred Mame
a Tour, in Francia. Il titolo
Vélocipédie et Automobilisme
è sufficientemente evocativo, soprattutto osservando
che il bel volume costituito
da 214 pagine ne dedica
ben 177 alla bicicletta. La
bicicletta con le sue celebri
due ruote, è raccontata

dall’autore con dovizia di particolari e di immagini serie, ironiche, sarcastiche, tutte molto valide esteticamente, eleganti secondo il gusto dell’epoca. Vagabondare, un termine che Maurice
Barrès fa proprio nel suo
articolo dal titolo “Estetica
del ciclismo”, citato da Régamey nel suo bel volume.
Un’estetica diffusasi ben
presto nel mondo intero ma
che la Francia aveva privilegiato da subito come abbiamo avuto già occasione di
sottolineare. Considerata da
taluni detrattori un pericolo pubblico, soprattutto dai
neo automobilisti e dai veterani della carrozza e degli
omnibus, la bicicletta imporrà subito, dai suoi primi
modelli non ancora degni di
tal nome, la propria estetica
che inventori, meccanici e
illustratori, condivideranno
ben presto. Moda, sport, curiosità, muovono gli animi
25

�di giovani di ambo i sessi o di persone mature in cerca
di nuove emozioni e di nuove scoperte. Estetica e moda
vanno subito a braccetto, o se preferite, a pedale. La cultura giocherà parimenti il suo ruolo: Alexandre Dumas
padre, Gustave Doré, Eugène Labiche, il giovanissimo
Debussy, si schiereranno subito dalla parte del nuovo
mezzo capace di accendere i cuori.
L’arte in bicicletta? O la bicicletta nell’arte? Difficile risposta ad un quesito che gioca sulle parole. Sta di fatto
che la bicicletta è entrata subito negli album da disegno
di cartellonisti e illustratori. Immediatamente, senza
alcuna remora, essi hanno adottato il nuovo mezzo di
locomozione. Il desiderio di novità e di conquista si materializza nel nuovo oggetto del desiderio. Volendo immergerci nell’Ottocento francese, ci affidiamo ad alcune
immagini del volume Les Maîtres de l’Affiche, la preziosa
raccolta di manifesti edita da Chaix à Parigi. Numerosi
gli autori fra i più celebri dell’arte cartellonistica francese. Fra questi Jean Louis Forain con il manifesto dedicato al Deuxième Salon du Cycle del 1894 presso il Salon
de l’Industrie a Parigi. Gli fa seguito Alexandre Steinlen che nel 1899 affidava la sua mano d’artista alla pubblicità dei Motocycles Comiot, fratelli più giovani della
bicicletta. Jules Chéret pubblicizza La Gomme mentre
Henri de Toulouse Lautrec si diverte a pubblicizza re La
Chaîne Simpson. Ciò che ci attrae particolarmente è il bel
manifesto di Jules Chéret per la pubblicità emblematica
di L’Etendard Français, una marca di biciclette e tricicli in cui una Parigi personificata sfreccia in bicicletta
con tanto di coccarda sulla scollatura da capogiro di una
26

bella Parigiienne. Hermann Schardt nel suo volume Les
Grandes Maîtres de l’Affiche , edito da PML nel 1987 a
Parigi ci mostra una splendida immagine del calendario
del 1870 di Cham per la pubblicità dell’Almanach du
Rire in cui numerosi corridori si lanciano in una corsa
sui vélocifères nati da poco. Ampio è il capitolo dedicato
da Baudry de Saunier alla storia del ciclismo nel secondo volume di L’Histoire de la Locomotion Terrestre edito
nel 1942 da L’Illustration, riccamente e preziosamente
illustrato.
Nel volume Le Sport dans l’Art, Jean Monneret sembra
non voler proprio trascurare la bicicletta che appare però
solo nelle ultime sue pagine poiché il volume, partendo dalla preistoria, traccia il profilo cronologico dello
sport visto proprio dai pittori, illustratori e fotografi.
A parte la bella illustrazione londinese della draisienne,
l’autore propone quelle di Gorges Scott del 1897, apparsa nell’Illustration, raffigurante la partenza di alcuni
corridori nel Vélodrome de la Seine. Velocità e modernità sembrano partire insieme in pista. Successivamente,
l’autore offre un esempio di bicicletta “cubista” dal titolo
Au Vélodrome, in una immagine di Jean Mettzinger del
1914. Da non trascurare la caricatura di René Pellos del
1936 e soprattutto da non tralasciare l’immagine di Fernand Léger del 1951 dal titolo Les Deux Cyclistes, la mère
et l’enfant. Insomma, l’editoria ha consacrato il ciclismo
nell’arte offrendolo alla portata di tutti Notevole, indubbiamente, il contributo degli artisti, non sottovalutabile però quello degli editori che ne hanno promosso
l’immagine sulle proprie pagine con libri, riviste, cartoline e quant’altro.
27

�Hachette... e via almanaccando

N

el 1894 nasceva in Francia l’Almanach Hachette
nella scia di una radicata consuetudine di affidare
le proprie giornate ad un almanacco o a un calendario
zeppo di notizie e di efemeridi. Petite encyclopédie de
la vie pratique, questo il sottotitolo della fascinosa collana tenuta ancora in vita da
Hachette. Di tutto e di più
si può trovare nel prezioso
strumento di consultazione,
un vero e proprio libro: notizie storiche, previsioni del
tempo, ricorrenze, ricette,
vittorie sportive, pubblicità e
numerose curiosità. Insomma il profumo di un’epoca
ma soprattutto uno strumento prezioso per scovare
notizie inconsuete talvolta
immerse nell’oblio, o per
ripercorrere momenti salienti della vita comune in Francia. La bicicletta non poteva
mancare all’appuntamento
con questo prezioso almanacco. Sino dalla sua nascita l’almanacco Hachette
ha consacrato alcune pagine

28

al ciclismo con notizie sui velocipedi, sulle gare, sugli
atleti e quant’altro. Noi ci soffermeremo unicamente sui
primi anni della pubblicazione in nostra dotazione, dal
1895 al 1921. Nel 1895 il volumetto dedicò al ciclismo
quattro pagine illustrate, nelle prime due, insegnando
ai lettori come andare in bicicletta
in una lezione, fornendo ulteriori
notizie sulle gare in voga e consigli
preziosi ai ciclisti. Negli anni di fine
Ottocento l’almanacco si soffermò
anche sulle corse su strada con i
relativi vincitori, le piste principali
a Parigi e in provincia e i primi campioni francesi dell’ultimo decennio
del secolo: Paul Médinger, Georges
Cassignard, Henry Fournier, Charles
Terront, Stéphane, tutti di età fra i
venti e i quarant’anni. Un buon avvio. L’anno successivo arrivano le
curiosità e fra queste “la pédale”,
il tandem, la “bicicletta ombrello”,
il triciclo, la “bicicletta pompiere”
e quella “su ghiaccio”. Fra il 1896
e il 1897, la stagione sportiva fu
notevole con la Parigi-Roubaix, la
Bordeaux-Parigi, il Grand Prix de
Parigi e, fra le altre competizioni,
29

�anche la Parigi-Royan. Ben in vista i propri eroi raffiguratii in sella della propria bicicletta: Rivierre, Cordang,
Nossam, Bourillon, Morin. Nel 1898 una pagina intera
fu dedicata al ciclismo con notizie delle gare e illustrazioni: Miller, Bourillon, Huret, Frédérick e Deschams,
i campioni di turno. Il Novecento fu salutato dalla
Grande Exposition che ampio spazio dette allo sport in
genere. Nel 1903, anno della fondazione del Tour de
France l’almanacco tacque sull’evento di luglio poiché
pubblicato all’inizio dell’anno mentre fornì unicamente
elementi essenziali sugli eventi precedenti: Robl, recordman dell’ora al Parc des Princes, Ellegaard, campione
del mondo e Garin, vincitore della Parigi-Bordeaux su
bicicletta Diamant. Il 1904 trascurò il ciclismo, facendosi però perdonare con l’edizione del 1905 che riportò
tutti gli appuntamenti ciclistici dal 1902 al 1904 e,
nel calendario del 1903, apparve finalmente la notizia
del primo Tour de France vinto da Garin. Una notizia
emozionante. Le due pagine successive furono dedicate
alla “biciclette à rétropédalage”, praticamente la moderna bicicletta con i suoi vantaggi. Il 1906 offrì al lettore
il panorama di appuntamenti degli anni 1904 e 1905.
Con lo sport, le gare, le vittorie, i vincitori, l’Almanach
,in pratica e seppure succintamente, dette al lettore la
possibilità di valutare lo sviluppo del ciclismo ai primi
del Novecento. Ciò si ripeté anche nell’edizione del
1907 in cui fornì le notizie riferite al 1905 e al 1906.
Il secondo decennio del Novecento, nel 1913, a dieci
anni dalla prima edizione del Tour de France, offrì al
lettore una serie di notizie riguardanti il 1911 e il 1912.
Il volume del 1915, oltre agli appuntamenti, pubblicò
30

le foto di Paul Deman, vincitore della Parigi-Bordeaux
e di Hourlier, eroe del Grand Prix de Parigi, raffigurato
con la sua bicicletta e con la fascia da vincitore. Sarà il
1921 a fornire le notizie post belliche del ciclismo con
vari appuntamenti dal 1919 al 1920. Le più importanti
gare furono ospitate solo nel calendario a dimostrazione
di una tradizione consolidata del ciclismo, sia su strada
che su pista. La nostra indagine si arresta qui, atermine
di una panoramica di venticinque anni che concesse al
lettore di allora i “memento” di uno sport in evoluzione mentre lascia in eredità al lettore odierno l’emozione
nella ricerca di quelle notizie, di una eventuale scoperta,
insieme al profumo della vecchia carta, capace di evocare quello più intenso, pungente di un’epoca eroica della bicicletta. Siamo felici di ritrovarci fra questi lettori.

Il ciclismo “autour du tour”
I
n Francia non esiste solo il Tour de France, giunto
quest’anno alla centodecima edizione. Prima e dopo
quel celebre 1903 che ne ha dato l’avvio vi erano state
e vi saranno altre gare anche importanti in cui i ciclisti
tricolori potevano gareggiare e gareggiarono. Se ne
contano circa una settantina, alcune con partenza in
città di provincia altre, la maggior parte, con partenza
da Parigi verso le varie regioni francesi. A parte il Tour
de France, quasi tutte le altre gare, con una vita più o
meno breve, non hanno superato il Novecento, alcune
nemmeno la prima metà de secolo. Poche sono giunte ai
nostri giorni.
Parigi-Rouen
Il 7 novembre 1869 nacque la prima gara ciclistica
francese: la Parigi-Rouen. Le altre edizioni presero

l’avvio solo dal 1895. La corsa fu annunciata dal giornale
Le Vélocipède Illustré, organizzata dalla Compagnie
Parigiienne. Più di 400 gli iscritti in partenza da Place
de l’Etoile. Una folla immensa quel giorno salutò la
partenza dei corridori alle sette e mezzo del mattino
di domenica 7 novembre. Nel maggio del 1969 è stato
festeggiato il centenario.
Parigi-Brest-Parigi
Nata nel 1891, organizzata dal Petit Journal, il cui
direttore era Pierre Giffard. Dieci anni di periodicità
della gara che inizialmente fu vietata a donne e stranieri.
La prima edizione fu appannaggio di Charles Terront.
Nel 1901 la corsa è divenuta internazionale accogliendo
31

�una pletora di atleti professionisti e dilettanti. Quella
edizione fu vinta da Maurice Garin. Le biciclette non
potevano essere cambiate durante il percorso per cui
furono tutte piombate alla partenza. Le regole sono
mutate più volte nel corso degli anni, come pure le
frequenze che hanno visto assottigliarsi sia il numero dei
partecipanti che l’interesse stesso per la gara.
Nel corso del tempo la sua vocazione “randonnée” , per
amatori, si farà sempre più strada. Si fanno già buoni
pronostici per la prossima edizione del 2015.

Parigi – Tour
Creata nel 1896, considerata la corsa autunnale per
eccellenza, con le sue 106 edizioni è giunta ormai al 2012.
Organizzata inizialmente per dilettanti dal giornale
Parigi-Vélo, quindi per professionisti dal giornale L’Aut,
già promotore del Tour de France ai suoi inizi, è giunta
sino ai nostri giorni.

Bordeaux-Parigi-Bordeaux
Nata nel 1891, considerata “un classico” fra le gare
storiche, dopo 86 edizioni, è scomparsa nel 1988.
Parigi – Roubaix
Nata nel 1896, dopo l’inaugurazione del locale
velodromo, grazie a Théodore Vienne, è giunta sino
al 2013 vantando 111 edizioni, essendo una delle più
antiche e più dure, la dure des dures, gare ciclistiche
francesi. Dal 1968 la partenza avviene a Compiegne.
Parigi-Nice Nel 1933 Albert Lejeune, proprietario del
celebre Le Petit Journal a Parigi e di Le Petit Nicolas
à Nizza ha creato la Six Jours de la Route, una sorta di
collegamento ideale fra le sue due testate giornalistiche.
Dopo varie vicende, non ultima la guerra, interrotte le
gare dal 1940 al 1946 , è rinata per un solo anno sotto
l’egida del giornale Ce Soir. Grazie a Jean Medecin,
allora sindaco di Nizza l’incarico di direttore è stato
affidato a Jean Leulliot. La corsa, dal 1954, dapprima si
è chiamata Parigi-Côte d’Azur, quindi Parigi-Nice. Con
le sue 71 edizioni è giunta sino al 2013
32

33

�Il Tour de France

F

rancia, Spagna e Italia detengono il predominio delle
grandi competizioni, “i giri” nei propri territori, fra
città e campagne, mari e monti, agonismo e fatiche,
emozioni e tripudi, gioie e dolori, danaro e ricavi, gloria e fama. Il Tour de France, perciò, rimane uno degli
appuntamenti più importanti fra le competizioni europee. Se poi si raggiunge un compleanno importante,
l’evento si tinge dei colori della festa, della ricorrenza,
dell’orgoglio nazionale,
del bleu,blanc rouge!
La gara, fra mille difficoltà
organizzative
e tecniche, logistiche
e non solo, è riuscita a superare ampiamente il secolo di vita.
L’emozione è grande se
si pensa non soltanto al
percorso nello spazio e
nel tempo ma soprattutto a quello ben più
ampio della mentalità,
dei costumi, delle abitudini di un popolo.
Ma i francesi, per fortuna, hanno concesso

34

sempre molto all’innovazione, alla ricerca, alla curiosità,
finendo in prima fila fra i paesi del vecchio continente.
La nostra esposizione ripercorre a grandi tratti questo
evento con documenti non tanto dal sapore inedito,
oggi quasi impossibile, ma sicuramente evocativo. Non
solo luoghi e personaggi, eventi e miti, quanto, soprattutto un percorso di memorie, ricordi, nomi, che di
questo straordinario confronto fra atleti ha reso il fascino, l’attrattiva.
Proprio da quei primi anni del Novecento un evento
straordinario, che nel tempo si sarebbe imposto come
uno dei più celebri in Europa, prese avvio nel 1903 dalla
periferia parigina dinanzi al ristorante Au Reveil Matin. Quei boulevard, quei parchi storici, teatri dei primi
“passi” del biciclo, furono di fatto le palestre dei primi
atleti su due ruote. Alcune gare, la Parigi- Rouen del
35

�1869, la Bordeaux-Parigi del 1891 patrocinata dal giornale “Véloce Sport”, la
Parigi-Brest sostenuta da Le Peit Journal,
senza dimenticare la Parigi-Rome, anticiparono prima della Grande Exposition
Universelle del 1900, come è stato già evidenziato in questo catalogo, la gara più
prestigiosa, il Tour de France. Il Museo
Parigino a Roma con questa mostra gli
rende omaggio per festeggiare il suo importante anniversario. Nel 1903 il giornale L’Auto fra polemiche editoriali concorrenziali con Le Vélo, annunciò, che
nell’estate di quell’anno fatidico avrebbe
seguito, oggi si direbbe come sponsor o
produttore, un tour di 2500 chilometri
diretto da Henri Desgrange. Furono 60
i baffuti iscritti alla gara, appositamente
equipaggiati con tanto di casquette su
biciclette di 15/20 chili di peso. Il vincitore incontrastato fu il savoiardo Garin
che raggiunse il traguardo con una media di 25 chilometri all’ora. L’Auto aveva
visto bene poiché la folla seguì entusiasticamente quel primo Tour e le copie vendute del giornale furono ben 130.000.
Anche il giovanissimo L’Auto aveva vinto
il primo Tour de France. Henri Desgrange volle proseguire l’anno successivo
con le stesse modalità e da allora, ogni
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37

�38

39

�anno, tranne alcune rare interruzioni obbligate dai grandi conflitti europei, il Tour de France sottolinea puntualmente e nell’attenzione generale del Paese, la propria
volontà di proseguire nel tempo. Il Museo Parigino a
Roma ripercorre oggi solo alcuni momenti salienti di
questo evento soffermandosi soprattutto a taluni appuntamenti decennali, soprattutto il Cinquantenario e il
Centenario, ma anche altri in cui l’Italia ha fornito il suo
importante contributo sportivo. Alludiamo ad alcune
presenze mitiche: Bottecchia, Guerra, Binda, Coppi,
Bartali, Gimondi , Nencini, insomma quei nostri eroi
del ciclismo nazionale impostisi anche in terra di Francia. Non stiamo quindi in questo nostro testo a fornire
in dettaglio edizioni, tappe ed eventi. Lasceremo tutto
ciò alle belle immagini in mostra, rimandando alla bibliografia ed a internet i particolarii rigorosamente storici.
Solo suggestioni, ricordi sparsi, emozioni, come quelle
che ci facevano fremere da bambini quando con i tappi
delle bottiglie di birra o con le biglie colorate sulla sabbia
generosa di difficoltà, salite e discese, ripercorrevamo
quei momenti meravigliosi del Giro d’Italia
o di quello di Francia, per noi amorevolmente intrisi di cultura
d’oltralpe, improvvisandoci eroi della bicicletta,
mitici Geminiani, Bobet, o Anquetil. Vi pare
poco?
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�• Bottecchia.....

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�Le opere in mostra

44

45

�LA BICICLETTA E LA SUA STORIA
- L’Histoire de la Bicyclette, manifesto raffigurante la storia della bicicletta, Parigi, 1950
- Monument Michaux, inventeur de la bicyclette, cartolina illustrata, Bar-le Duc, s.d. (inizio Novecento)
- 25 ans en vélo, Almanachs Hachette dal 1894 al 1921
- Histoire de la locomotion – Draisienne (1818) – Vélocipède, Parigi, (1880), cartolina (anni ’50)
- Célérifère, Reconstruction 1952, cartolina del Musée du
Conservatoire National des Arts et Métiers, Parigi, 1952
- Histoire de la bicyclette, brochure di G.M. Thomas, La
Bibliotèque du Travail n° 219, Parigi, 1953
- Le tricycle à l’Exposition Universelle 1878, litografia di
E. Salvel, Parigi, 1878
- Sur le tricycle à l’Exposition Universelle de 1889, litografia di Ch.Fichot/Toffany, Parigi, 1889
- Le vélocipède, cartolina raffigurante Michaux , inventore della bicicletta, in una foto di Roger Viollet, prima
affrancatura, Parigi, 1983
- Vélocipèdes,
cartolina raffigurante Michaux e
alcuni suoi vèlocipedi, prima affrancatura 1983, documento
Roger Viollet.

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OGGETTI, PARTI E PEZZI DI RICAMBI DELLA
BICICLETTA
- F.F.C., distintivo della Federazione Francese di Ciclismo, Parigi, s.d. (inizio Novecento)
- Cycloline, etichette di flaconi di Olio di vasellina per
l’ingrassaggio, Salon, s.d. (inizio Novecento)
- Les trois boîtes, scatole decorate con manifesti di ciclismo d’epoca, Parigi s.d. (inizio Novecento)
- La petite sonnette, campanello di bicicletta montato su
supporto, Parigi, s.d. (inizio Novecento)
- Phare de vélo, faro di bicicletta, Parigi s.d.
(fine Ottocento)
- Phare de vélo, faro di bicicletta, Parigi s.d.
(inizio Novecento)
- Chaine à Vélo, catena di bicicletta Velos Doxa
- Tendeur de chaine Cyclo, tensore per catena di bicicletta
- Boîte verte, scatola in metallo per pezzi di ricambio di
bicicletta, Saint-Etienne, s.d.
- Chaine Brampton, scatola per catena di bicicletta, Parigi, s.d. (anni ’40)
Roustines, scatola contenente perette
per riparazioni di camere d’aria di
bicicletta
- Les etiquettes, etichette in
metallo di marche di varie case
ciclistiche del Novecento
- Le drapeau bleu blanc rouge,
bandiera da “starter”, Parigi, s.d.
(fine Ottocento)

DA PARIGI A…
- Les grandes routes vélocipédiques de France, mappa-manifesto dell’Almanach Hachette, Parigi, 1897
- Quel rire! copertine e pagine illustrate da le Rire e
L’Assiette au Beurre, Parigi, s.d. (inizio Novecento)
- Parigi en vélo, cartoline illustrate, Parigi s.d. (dall’inizio
del Novecento)
- Tour de Parigi amateur, Le départ de Champigny, foto,
Parigi, 1927
- L’Ile St-Louis et Notre-Dame, litografia di Jegay, Parigi
s.d. (seconda metà del Novecento)
- Parigi à Caen, brochure illustrata, Guide Flammarion,
Parigi, s.d. (anni ’10 circa)
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�LA BICICLETTA NELL’ARTE E
NELL’ILLUSTRAZIONE

LA PUBBLICITÀ

- A bicyclette, litografia di Henri Boutet, Parigi s.d. (fine
Ottocento)
- Un amour ivrogne en vélo, Disegno di A. Vallet, Parigi,
s.d. (inizio Novecento)
- En route pour “La Marche”, litografia di Harry Finney,
Parigi 1893
- Une arrestation à bicyiclette, di Merulle/Tofani, copertina di Le Petit journal n° 302, Parigi, 1896
- Manoeuvres cyclistes, di H. Meyer, copertina di Le Petit
Journal n° 359, Parigi, 1897
- Gendarme, guardiano della pace in bicicletta, copertina di Le Petit Parigiien n° 582, Parigi, 1900
- Sauvé par ses chiens, di Andrieux/Carrey, copertina di
Le Petit Parigiien n° 655, Parigi, 1901
- Un aigle chasseur de casquettes, copertina di Le Petit
Journal n° 1085, Parigi,1911
- La guinguette, copertina e pagina interna di Parigi Toujours n° 20, Parigi, 1941

LA FEMME, L’AMOUR EN VÉLO
- La bicyclette marche trop vite..., cartoline raffiguranti
innamorati, vari luoghi 1905-1906
- Allo ! Allo !, cartoline raffiguranti signore in bicicletta,
Parigi, 1910 circa
- Tenez-vous bien, cartoline litografiche raffiguranti
coppie alla prese con la bicicletta, Parigi, s.d. (inizio
Novecento)
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- E. Chaine, ceinture olympique pour les sports, dépliant
pubblicitario, Parigi, s.d. (1890 circa)
- Salon du Cycle et de l’Automobile, cartolina (riproduzione del manifesto di Pal), Parigi, 1897,
- Cycles A. Mercier, manifesto di G. Berni Parigi, s.d.
(fine Ottocento)
- Cycles Sirius, manifesto di Henri Gray, Gourmont
Frères, Parigi, 1899
- Deuxième Salon du Cycle, litografia di J.L. Forain,
litografia da Les Maîtres de l’Affiche, pl. 51, Chaix,
Parigi 1894
- Artistic Cycles Club, manifestino di Louis Morin, Le
Rire n° 138, Parigi, 1897
- Châlet du Cycle, cartolina (riproduzione del manifesto
di René Péan, Parigi, 1899
- Joie d’Enfer sur Lucifer, manifesto di Nike, Parigi, 1905
- Cycles de Dion-Bouton, cartolina (riproduzione del
manifesto di Fourmantin ), Parigi, 1909
- C.ie des Autos et Cycles, cartolina (riproduzione del
manifesto di V. Lorant e
Heilbronn ), Parigi, s.d. (anni 10 circa)
- Manifacture Française d’Armes et Cycles, catalogo illustrato da F. Castellan, Parigi s.d. (anni ’20 circa )
- Cycles Auto-Moto, pagine pubblicitarie, Parigi, 1920
- Dunlop a gagné le Tour de France, cartolina (riproduzione), Parigi, 1927
- Le premier pas Dunlop, lettera circolare, Parigi, 1930
- Le premier pas Dunlop, manifesto, Parigi, 1930
- Cycles Auto-Moto, catalogo, Parigi, 1930
- Cycles Favor Motos, catalogo, Parigi, 1938
- Etablissements Parigi-Sport, armes cycles, machines à

coudre...,catalogo, Parigi, 1939
- Anisette Ricard, manifesto di G. Potier raffigurante un
ciclista, Parigi s.d. (anni ’50)
- La bicyclette Sanpène, cartolina illustrata, Parigi, s.d.
(anni ’60)
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�L’INFANZIA

AL VELODROMO

- Parigi en vélo, cartoline illustrate raffiguranti l’infanzia
alle prese con la bicicletta, Parigi, s.d. (dall’inizio del
Novecento)
- L’humour en vélo, Figurine da collezione raffiguranti scenette con la bicicletta, Parigi, s.d. (dall’inizio
Novecento c.ca)
- Les découpis en vélo, découpages tematici, Parigi, s.d.
(inizio Novecento)
- Rien de cassé?, copertina di Mon Journal, copertina
della rivista illustrata, Parigi, 1912
- Promenade matinale, figurine raffiguranti un ciclista
scorretto, Parigi,s,d, (anni ’20)
- Collages d’Aube Elléouët, manifesto di A. Tilly e A.
Elléouët per la mostra, Parigi 1988

- Au vélodrome – La Tribune, disegno di Georges Scott
raffigurante la corsa, L’Illustration, Parigi, s.d. (fine Ottocento)
- Le plus petit vélodrome du monde, frontespizio illustrato
di La Vie au Grand Air n° 161, Parigi, 1901
- Une excursion au Vélodrome d’Hiver, pagina illustrata
di La Vie au Grand Air n° 274, Parigi, 1903
- La course internazionale des Six Jours au Vélodrome
d’Hiver, pagina de L’Illustration n° 4075, Parigi, 1921
- La course des Six Jours à Parigi, au Vélodrome d’Hiver,
L’illustration n °4441, Parigi, 1928

IL CINEMA, LA CANZONE
- Pour le Maillot Jaune, rivista Le film complet n° 2511,
Parigi 1941
- Jour de Fête, film di Jacques Tati, programma cinematografico del Festival de Cannes, Cannes, 2013
- Le Sourire de Parigi, spartito di Gardoni/Cyrano/Garrigoux, spartito lanciato nel Tour de France, Parigi, 1930
- Le Tour qui passe - Marche officielle du Tour de France
1933, spartito di Cazalis/Gardoni, Parigi 1933
- Champions de la route, spartito di Cazalis/Gardoni/
Jardin , Parigi 1935
- Petits gars du Tour, spartito di Cazalis/Dufas/Gardoni,
Parigi, 1937
- Les chansons du Tour de France 1949, Spartiti, Parigi,
1949
50

51

�LE GARE CICLISTICHE STORICHE
- De Bordeaux à Parigi en Bicyclette, pagina illustrata di
Le Journal Illustré n° 23, Parigi, 1891
- Le départ de la course Parigi-Brest, di Fichot &amp; Julien/
52

Merulle, copertina di Le Petit Journal n° 42, Parigi,
1891
- La Grande Course de Bicyclettes de Parigi-Brest-Parigi,
pagina illustrata da L’Univers Illustré, Parigi, 1891
- M. Charles Terront (vincitore della Parigi-Brest), di
Meyer/Merulle, copertina di Le Petit Journal n ° 44,
Parigi,1891
- Maurice Garin, vainqueur de la course Parigi-Brest,
di Yrondy, copertina di Le Petit Journal n° 563, Parigi,
1901
- Un aspect de la piste pendant les Six Jours de 1913,
pagine di La vie au grand air n°799, Parigi, 1914
- Le départ des Six Jours de Parigi, pagina di La vie au
grand air n°800, Parigi, 1914
- En suivant Bordeaux-Parigi, pagine di La vie au grand
air n°818, Parigi, 1914
- Paul Deman, vincitore della 25^ edizione della Bordeaux-Parigi, pagina illustrata di La vie au grand air
n°818, Parigi, 1914
- Avant les Six Jours, pagine di La vie au grand air n°799,
Parigi, 1914
- Le Tour de France au beau pays d’azur et d’or, copertina
e pagine, Match n° 201, Parigi, 1930
- Les Héros de la bicyclette, champions des courses en
France, figurine raffiguranti alcuni campioni degli anni
Trenta, Parigi, s.d. (anni ’30)
- Charles Terront, il vincitore della Parigi-Brest-Parigi,
ritaglio di stampa, Parigi, 1936
- Devant la Basilique de Saint-Denis, Parigi- Roubaix,
45^ edizione, ritaglio di giornale, 1947

- J. Anquetil et De Bruyne, vedettes de Parigi-Nice, quarta
di copertina di Le Miroir des Sports n° 677, Parigi, 1958
- Anquetil et Graczyk fâchés avant Leipzig, copertina e
pagine interne di Le Miroir des Sports n° 813, Parigi,
1960
- L’Epopée de Parigi-Roubaix, di P. Sergent e Teel, Le
Téméraire, Parigi,

IL TOUR DE FRANCE
- Le départ du Tour de France, L’Actualité n. 182, copertina e pagina illustrata, Parigi, 1903
- L’Equipe Alcyon, victorieuse dans le Tour de France
1909, cartolina, Vienne, 1909
- Les champions 1910, cartoline raffiguranti Trousselier,
Georget, Faber, Van Houvaert, Blaise, Lapize, 1910
- Les champions de 1911, Gustave Garrigou et Thornvald
Ellegaard, Figurine giganti, Parigi s.d. (1912 circa)
- Le tour de France cycliste, Pagina illustrata di pierre Lissac, Le Rire, Parigi, 1912
- Tour de France 1925, riproduzione su tela del manifesto di Red, Parigi, s.d.
- En marge du Tour, rivista illustrata Le Pélerin n° 2991,
Parigi, 1934
- Grande animation, copertina di Le Miroir des Sports
n° 770, Parigi, 1934
- Album Nestlé – Le Tour de France, album di figurine,
Parigi 1936
- Tour de France 1948, taccuino offerto dalla Lotérie
Nazionale con le tappe riportate a mano (da Bartali?)
- Le Tour a démarré – Dussault premier Maillot Jaune 49,
copertina di but et Club n° 186, Parigi, 1949
- Carte murale du Tour de France 1950, Parigi-Normandie, Parigi, 1950
- Parigi a deux mille ans, programma degli eventi fra cui
il Tour de France, Parigi, 1951
- Le Tour a 50 ans, numero speciale del cinquantenario,
L’Equipe, Parigi 1953
- Louison Bobet, copertina di Parigi Match n°276, Parigi
1954
53

�- Louison Bobet, copertina di Le Miroir des Sports n°
517, Parigi, 1955
- L’Ardennais, programma del tour de France-mappa,
Parigi, 1956
- Jacques Anquetil et ses copains, pagine illustrate di Le
Miroir des Sports n° 704, Parigi, 1958
- Histoire du Tour de France, di Diaman-Berger, Gedalge,
Parigi, 1959
- Jacques Anquetil déjà souverain ! copertina di le Miroir
des sports n° 859, Parigi, 1961
- Parigi- Nice , Le miroir du cyclisme n°59 - Tour de
France, pagine su Vvanlooy-Magni, Parigi, 1965
- La prodigieuse épopée du Tour de France, Gamma,
Belgium, 1973
- Tour 83, Sprint International n° 30, Parigi, 1983
- La Saga du Tour de France, di Serge Laget, Gallimard,
Parigi, 1990
- L’épopée du Tour de France, brochure di Michel Pierre,
Gallimard, Parigi ,1999
- Programme Officiel du Tour de France 2003, Mango
Presse, Parigi, 2003
- Le Tour de France, manifesto del centenario, Parigi,
2003
- Cent ans, c’est géant, copertina di L’Equipe n° 17912,
Parigi, 2003
- Le Tour de France – Le départ, pagina di L’Equipe n°
17912, Parigi, 2003
- Tour du Centenaire, manifestino pubblicitario filatelico
del 2003,
- La légende du tour de France, manifesto, Parigi, 2013
54

- La légende du tour de France, cartolina pubblicitaria
del 2013
- Tour de France 2013, cartolina pubblicitaria 2013
GLI ITALIANI AL TOUR
- L’italien Gino Bartali, copertina di Le Miroir des sports
n° 1019, Parigi, 1938
- Coppi a retrouvé la morale en une nuit, copertina di
Miroir Sprint, Parigi, 1949
- Fausto Coppi a pris le temps de boire…, copertina di But
et Club n° 186, Parigi, 1949
- Fausto Coppi, sa vie, sa carrière, Miroir Sprint n. 709,
Parigi, 1960
- Un terribile accident a failli couter la vie à Gino Bartali,
copertina di Le Miroir des sports, n° 430, Parigi, 1953
- Felice Gimondi, scheda illustrata, Losanna, 1977
- Gastone Nencini, L’homme de la continuità, scheda
illustrata, Losanna, 1978
- Le Lion de Toscane, La véridique histoire de Gino Bartali, volume di Jean-Paul Ollivier, L’aurore, Parigi, 1991
(copia con dedica autografa
di Gino Bartali)
GLI ILLUSTRATORI
G. Berni (?) Disegnatore e cartellonista francese operante intorno al 1900 a Parigi. Fu attivo nella creazione di
manifesti sportivi e illustrazioni.
Henri Boutet ( Sainte-Hermine, 1851 - 1919 Parigi)
Litografo e pastellista francese, figlio di gioielliere, noto

per le sue punte secche sulle figure femminili parigine.
Ha esposto al Salon des Humoristes, al Salon de la Société des Artistes français, al Salon d’Automne. Direttore della rivista L’Art Moderne ha collaborato con : Le
Courrier Français, L’Illustration, Parigi-Artiste, ParigiMédaillon
Jules Chéret (Parigi, 1836 - Nice, 1932). Cartellonista,
litografo, illustratore fra i più famosi, ha ceduto il suo
atelier alla casa editrice Chaix della quale è stato direttore artistico. Autore di oltre mille opere, fra manifesti,
libri illustrati e litografie. Nizza gli ha consacrato un
museo. Ha collaborato a numerose riviste illustrate: Le
Journal pour tous, La Plume, Le Courrier Français...
Jean-Louis Forain (Reims, 1852 - Parigi, 1931). Pittore,
disegnatore, e incisore francese. Dopo aver frequentato
per qualche tempo lo studio di Carpeaux a Parigi, ha
iniziato l’attività grafica che lo ha reso noto per i suoi
ritratti della vita quotidiana e popolare. Ha fondato il
giornale Le Filtre ed è stato cofondatore della Société des
Humoristes. Ha illustrato diverse riviste: Courrier Français, Echo de Parigi, Revue illustrée, La Vie Parigiienne, Le
Rire, Psst...
Jules Grün (Parigi, 1868 - 1934). Pittore, disegnatore,
cartellonista e caricaturista francese. Artista montmartrois, ha disegnato soprattutto per i cabarets e i cafésconcerts della Butte, ovvero la collina di Montmartre,
producendo manifesti dalle dominanti rosse e nere,

nonche illustrazioni per libri. Ha illustrato alcune raccolte di canzoni di Xanrof ed ha collaborato a diverse
riviste: L’Assiette au beurre, Courrier français, Fin de siècle,
Le Sourire
Gray Henri (Parigi, 1858 – 1924, cartellonista, caricaturista e disegnatore francese, fu anche autore di costumi per il music-hall, soprattutto per le Folies-Bergèr.
Collaborò con diversi giornali e riviste: Chronique Parigiienne, Courrier Français, Parigi Illustré, Parigi-Noël,
Parigi s’amuse.
Morin Louis Parigi, 1855 – 1938, Migennes), disegnatore e illustratore francese, figlio d’arte, fu autore umoristico. Disegnò le ombre cinesi per lo Chat Noir, il noto
cabaret parigino. collaborò a: L’Assiette au Beurre, Le
Rire, La Vie Parigiienne, Figaro Illustré, Parigi Illustré
Nike (?) pseudonimo di cartellonista e disegnatore francese.
Jean de Paléologue detto Pal (Bucarest, 1860 - ?, 1942).
Disegnatore, illustratore e cartellonista francese. Discepolo di Chéret. Dopo vari soggiorni europei si è trasferito a Parigi dove ha prodotto soprattutto manifesti. Ha
illustrato diverse riviste: Vanity Fair, la Plume, Le Rire,
Cocorico, Frou-Frou, Vie en rose.
Robida Albert (Compiègne,1848 -1926,Sully-surSeine). Disegnatore e scrittore francese entra nel 1866
55

�nel Journal amusant prima di fondare La Caricature. Artista fecondo, meticoloso e straordinariamente versatile,
ha collaborato con: Journal amusant, Parigi-Caprice, Vie
élégante, La Vie Parigiienne, Le Rire, Fantasio, Le Chat
Noir
Georges Scott (Parigi, 1873 – ( ?)) Pittore e disegnatore
francese. Allievo di Detaille è stato segretario della Société des Artistes Français nel 1897. Nel 1912 ha meritato
la Légion d’Honneur. Ha collaborato con L’Illustration,
Graphic e Revue Mame.
Alexis Vallet (Verrières, 1869 - ( ?) ) Pittore e disegnatore francese. Allievo di Le Chevalier Chevignard presso
l’Ecole des Arts Décoratifs de Parigi e di Gustave Boulanger ai Beaux Arts parigini si è fatto notare per il
tratto umoristico dei suoi disegni. Ha illustrato libri per
l’infanzia ed ha collaborato con: Fillette, L’Intrépide,
Journal Comique.
Oswaldo Tofani (Firenze, 1849 – 1915, Parigi) Pittore
e disegnatore italiano. Autodidatta, dapprima tipografo
vissuto fra Firenze e Parigi dove si è perfezionato come
artista anche presso l’atelier Cormon. Ha collaborato
con: L’Illustrazione Italiana, L’Illustration, Figaro Illustré, Revue Illustré, Monde Illustré, Le Petit Journal.
Adolphe Léon Willette (Champs de Chalons, 1857 Parigi, 1926). Disegnatore, caricaturista, cartellonista, è
stato vivace polemista politico nelle sue celebri vignette.
Dopo aver lanciato con Roedel la Vache Enragée nel
56

1896, ha fondato un giornale tutto suo, Pierrot. Perseguitato dalla miseria e dalle vicende giudiziarie, ha lasciato comunque una traccia indelebile nell’illustrazione
francese, collaborando alle riviste ed ai giornali più importanti: Figaro, L’Echo de Parigi, L’Assiette au beurre...

BIBLIOGRAFIA GENERALE
Frédérick Regamey, Vélocipédie et Automobilisme, Alfred
Mame &amp; Fils, Tour, 1898
P. Moreauu, G.Voulquin, Les Sports modernes illustrés,
Larousse, Parigi, 1905
Baudry de Saulnier,Charls Dollfus,Edgard de Geoffroy,
Histoire de la Locomotion terrestre, L’Illustration, Tomo
II, Parigi, 1942
Charles Autran, Georges G. Toudouze, Un siècle de vie
française 1840-1940, S.N.E.P. Illustration, Parigi, 1948
Marcel Diamant-Berger, Histoire du Tour de France, Gedalge, Parigi, 1959
Pierre Chany, La fabuleuse histoire du cyclisme, tomo 1,
ODIL, Parigi, 1975.
Françoise &amp; Serge Laget : Le cyclisme (La Belle époque du
sport), Jadault, Courlay, 1978
Pierre Chany : La fabuleuse histoire des grandes classiques
et des championnats du monde, tomo 2, ODIL, Parigi,
1979

PKeizo Kobayashi, L’histoire du vélocipède de Drais à
Michaux 1817-1870, École pratique des hautes études,
Parigi, 1990
Serge Laget, La Saga du Tour de France, Gallimard, Parigi, 1990
Jean-Paul ollivier, Le Lion de Toscane- La véridique histoire de Gino Bartali, L’Aurore, Grenoble ,1991
Philippe Gaboriau, Le Tour de France et le vélo. Histoire
sociale d’une épopée contemporaine, L’Harmattan, Parigi,
1995
Ryor Dodge, La grande histoire du vélo, Flammarion,
Parigi, 1996
Pascal Sergent, Encyclopédie illustrée des coureurs français
depuis 1869, Editions de Eecloonaar, Eeklo, 1998
Les cahiers de médiologie , rivista La bicyclette, n° 5, Parigi, 1998
Claude Sudres : Dictionnaire international du cyclisme,
Parigi, 1983 et 2004.
Jacques Borgé &amp; Nicolas Viasnoff : Archives du vélo, Michèle Trinckvel, Monaco, 1998

Jean Durry « et ses amis » : l’en CYCLE opédie, Edita,
Losanna, 1982

Jean Monneret, Le sport dans l’art, Eric Koehler, Le Plessis-Robinson, 1998

Pierre Chany , La fabuleuse histoire du cyclisme. Tome 1.
Des origines à 1955, Nathan, Parigi, 1988

Françoise &amp; Serge Laget : L’univers du vélo, Solar,
Parigi, 2001
57

�58

59

�Finito di stampare presso la
Tipografia Ceccarelli di Acquapendente
nel mese di Ottobre 2013

�</text>
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                  <text>Le attività degli Sportelli Linguistici fanno in modo che la popolazione entri in contatto con la lingua storica minoritaria sia nella sua forma orale, sia in quella scritta, ponendo le Pubbliche Amministrazioni nella condizione di corrispondere in lingua minoritaria, ai sensi della L.482/99, garantendo la presenza di personale che sia in grado di rispondere alle richieste del pubblico usando la lingua ammessa a tutela.</text>
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                <text>Museo Parigino a Roma </text>
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                <text>Catalogo della mostra "Parigi in bicicletta" dedicata alla bicicletta nella Parigi tra Ottocento e Novecento, in omaggio al Tour de France</text>
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                  <text>Le Attività Culturali di promozione linguistica si propongono l’obiettivo principale di valorizzare e diffondere in maniera efficace studi, materiali e ricerche circa la minoranza linguistica storica, ma anche quello di proporre attività e azioni di diverso genere rivolte sia alla popolazione locale, per riappropriarsi della propria cultura linguistica e della propria identità, con un occhio attento alle nuove generazioni, sia a quella turistica, per poter meglio comprendere la storia dei luoghi che sta visitando.</text>
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      <name>Moving Image</name>
      <description>A series of visual representations imparting an impression of motion when shown in succession. Examples include animations, movies, television programs, videos, zoetropes, or visual output from a simulation.</description>
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                <text>Semaine du français '21 - Estratti</text>
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                  <text>Le attività degli Sportelli Linguistici fanno in modo che la popolazione entri in contatto con la lingua storica minoritaria sia nella sua forma orale, sia in quella scritta, ponendo le Pubbliche Amministrazioni nella condizione di corrispondere in lingua minoritaria, ai sensi della L.482/99, garantendo la presenza di personale che sia in grado di rispondere alle richieste del pubblico usando la lingua ammessa a tutela.</text>
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                  <text>Le Attività Culturali di promozione linguistica si propongono l’obiettivo principale di valorizzare e diffondere in maniera efficace studi, materiali e ricerche circa la minoranza linguistica storica, ma anche quello di proporre attività e azioni di diverso genere rivolte sia alla popolazione locale, per riappropriarsi della propria cultura linguistica e della propria identità, con un occhio attento alle nuove generazioni, sia a quella turistica, per poter meglio comprendere la storia dei luoghi che sta visitando.</text>
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                  <text>I progetti di Toponomastica si pongono l’obiettivo di realizzare cartellonistica stradale relativa all’adozione di toponimi conformi alla tradizione culturale e linguistica della minoranza storica francese e agli usi locali, in maniera adeguata rispetto alle disposizioni del nuovo codice della strada, in aggiunta ai toponimi ufficiali.</text>
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Via Stamperia 25/2 – 10066 - Torre Pellice (To)
P.IVA: 10584680010 cell. 338-4497829
associazionebalance@gmail.com

www.balancedanza.it

COMUNICATO STAMPA
DELLA CONFERENZA STAMPA DELLA I EDIZIONE
DELLA SEMAINE DU FRANÇAIS ET DU PATOIS 2016

Martedì 1° marzo 2016 alle ore 16.00 nella splendida Sala Consigliare dell'Ex Comunità Montana si è
svolta la Conferenza Stampa della Prima Edizione della Semaine du Français et du Patois,
organizzata dall'Associazione Balancè di Torre Pellice in convenzione con l'Unione Montana dei
Comuni del Pinerolese e l'Unione Montana dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca, alla
presenza del Presidente dell'Unione delle Valli Chisone e Germanasca, Laura Zoggia, numerosi
amministratori locali e rappresentati delle associazioni coinvolte nella realizzazione della Semaine.
La “Semaine de la langue française et de la francophonie” è stata creata nel 1995 su iniziativa del
Ministero della Cultura e della Comunicazione e ogni anno essa viene organizzata intorno al 20 marzo,
la giornata internazionale della Francofonia. In Italia il Francese è una delle 12 lingue minoritarie
tutelate ai sensi della Legge 482/99 e, insieme all’Occitano, costituisce una ricchezza identitaria e
culturale molto preziosa per il territorio pinerolese.
Nel 2016, in occasione di questa settimana, gli Sportelli di Coordinamento, in collaborazione con le
Unioni Montane del Pinerolese e dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca e con l’Associazione
Culturale Balancé e le molte associazioni che hanno nella valorizzazione e nella tutela della cultura
locale il proprio obiettivo, hanno organizzato una serie di incontri ed eventi che vogliono mettere in
luce i caratteri innovativi, vitali, identitari e multietnici delle due lingue in viaggio tra le valli, le voci e i
suoni dell’Occitano e del Francese.
Attraverso la creazione di una rete di collaborazioni, di integrazione e di scambio di conoscenze e
competenze è stato possibile realizzare quest'anno una vera sinergia fra le numerose associazioni del
territorio che ha reso possibile la manifestazione che si svilupperà dall'11 al 21 marzo in diversi
Comuni ubicati nell'Unione Montana dei Comuni del Pinerolese e nell'Unione Montana dei
Comuni delle Valli Chisone e Germanasca, per 9 giornate di eventi variegati e molto diversi fra loro,
accomunati dalla volontà di far conoscere e valorizzare il Francese e l'Occitano e tutti ad ingresso
libero.
Si inizia Venerdì 11 marzo ore 20.45 a San Germano Chisone presso il Tempio Valdese,
"Crescendo...in lingua", concerto del repertorio francofono di tutto il mondo dei cori delle scuole
elementari di San Germano Chisone e di Porte, a cura dell'Associazione Musicampus e del quintetto
Architorti, e letture occitane a cura dell'Associazione La Valaddo.
Sabato 12 marzo ore 15.30 a Villar Pellice, nei locali della Crumiere, FUIR et autres histories”
,narrazioni e dolci dal mondo francofono a cura delle Assocciazioni Un Mondo di Donne, alle 16.30
FUIR, della neonata Compagnia teatrale EuropeAfrique, composta da alcuni ragazzi francofoni
africani richiedenti asilo politico del centro di accoglienza Crumière e alcuni residenti del territorio, per
la regia di Alan Mauro Vai, a cura dell'Associazione Balancè. Dalle 18.30 alle 20 cena “Rìfugiàti in
cucina”; prenotazione obbligatoria al 334.1810363.
Domenica 13 marzo dalle ore 15 al Forte di Fenestrelle “ Parlo-mè Fort! - S'AMUZAR
ENSEMP”, giornata tradizionale occitana dedicata alle famiglie e ai più piccoli, con l'esibizione del
Bal da Sabre degli Spadonari di Fenestrelle; danze occitane, esibizioni e animazioni per grandi e
piccini in costume tradizionale; narrazioni in patois; giochi tradizionali occitani, il gioco del Sold a

�Associazione Culturale Balancè
Via Stamperia 25/2 – 10066 - Torre Pellice (To)
P.IVA: 10584680010 cell. 338-4497829
associazionebalance@gmail.com

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grandezza naturale ; Les Escartons, gioco da tavolo e un vero mulino del '600! Realizzato dalle
Associazioni La Meiro, La Tèto Aut, Libera Associazione delle Valli Chisone e Germanasca,
Gruppo Teatrale La Cricca, Bal da Sabre e Gruppo femminile di Fenestrelle, Associazione La
Valaddo e da Roberto Toia. Accompagnerà lietamente la giornata l'ape gastronomica di “Io mangio
Gofri”.
La manifestazione prosegue Lunedì 14 marzo ore 15 a Bobbio Pellice presso il Teatro Valdese con
“Queleques mots aux sages”, canti e cori in francese con i bambini delle elementari realizzato
dall'Associazione Musicainsieme, Scuola di Musica della Val Pellice, Chisone e Germanasca. Sezione
Musicale a cura di Patrizia Massel, sezione teatrale a cura di Katia Malan.
Mercoledì 16 marzo ore 19.15 a Torre Pellice presso il Teatro del Forte, “Centenario del
Dadaismo – L'INDISPENSABILE”, poesia, musica e interventi sul movimento DADA a cura delle
Associazioni AG.asc, FA+ e Balancè.
Venerdì 18 marzo ore 17.30 a Pomaretto, presso la Scuola Latina,“Arc en ciel - Parler avec
skype... e eicouta”: collegamento Italia - Francia via Skype dei bambini delle elementari e intervento
del Professor Matteo Rivoira, ”L'occitano, una lingua che travalica le Frontiere”. Dopo la cena a
buffet francese, realizzata dall'Associazione Noi e il mondo e dal Comune di Pomaretto, Valeria
Tron presenta alle ore 21 al Tempio Valdese di Pomaretto il progetto “Lengo Vivo”, a cura
dell’Associazione Miralh e dell'Associazione La Valaddo.
Sabato 19 marzo, ore 16.30 – 20.30, a Bricherasio presso la Sala Polivalente in Via Vittorio
Emanuele II, 94, Oil + Oc = O.K., concerto di giovani gruppi della tradizione occitana e di estrazione
francofona e non solo e a seguire jam session. Quindi porta il tuo strumento e suona con noi! Sulle note
delle musiche popolari occitane e francesi, e non solo, generi diversi, musicalità differenti trovano un
terreno comune su cui dialogare. Musiche, danze, poesia e fotografia tra tradizione e innovazione. con
Bogianen, La Quattre Via, Trigomigo, Nous Mêmes, Duo Popoff, Les Accordeons du Villar,
Devil Metal, Frederik Ikoko, Giulia Alessio, Jean-Paul Charles e Ivan Fassio, Roberto Toia “Penser l'émotion” - Mostra fotografica di Adriano “Tito” Paltrinieri. Accompagnerà lietamente
la giornata l'ape gastronomica di “Io mangio Gofri”.
Domenica 20 marzo, evento su due comuni in Val Pellice. Dalle 14 alle 17 passeggiata naturalistica
in francese con guida, adatta anche per bambini dai 5 anni in su. Ritrovo alle ore 14 presso la borgata
S. Rocco, Comune di Lusernetta. Visita al sito di arte rupestre recentemente segnalato da
un'abitante del luogo. La prenotazione è obbligatoria al 339/40.18.079 .L'evento è a cura di Gabriele
Brusa e Andrea Arnoldo dell'Associazione Francesco Lo Bue - RBE
Più tardi alle ore 18 di domenica 20 marzo, al Teatro del Forte di Torre Pellice proiezione dei film
vincitori del concorso cinematografico di cortometraggi in lingua francese “La Francophonie d'ici et
d'ailleurs”, a cura dell’Associazione Circolo Artistico Fa+. Alle ore 19.15 aperitivo occitano curato
da AG.asc e associati e Concerto del gruppo Fa + Occitano a cura dell'Associazione Circolo
Artistico Fa +.
L'ultimo evento della Semaine, lunedì 21 marzo ore 16.00 a Torre Pellice presso l'Aula Scolastica
del Collegio Docenti, sarà lo spettacolo “Queleques mots aux sages”, canti e cori in lingua francese
con i ragazzi della II classe delle Scuole Medie, a cura dell'Associazione Musicainsieme, Scuola di
Musica della Val Pellice, Chisone e Germanasca. Sezione Musicale a cura di Patrizia Massel, sezione
teatrale a cura di Katia Malan.
Per informazioni più approfondite potete visitare il Blog della Semaine du Français et du Patois
all'indirizzo http://semainedufrancaisetdupatois.blogspot.com/ o la pagina Facebook Semaine du
Français et du Patois ed.2016. Diversamente potete contattare l'Associazione Balancè alla mail
associazionebalance@gmail.com o al numero 338.4497829.
Responsabile Ufficio Stampa - Alan Mauro Vai - associazionebalance@gmail.com - 3270284561

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                  <text>Le Attività Culturali di promozione linguistica si propongono l’obiettivo principale di valorizzare e diffondere in maniera efficace studi, materiali e ricerche circa la minoranza linguistica storica, ma anche quello di proporre attività e azioni di diverso genere rivolte sia alla popolazione locale, per riappropriarsi della propria cultura linguistica e della propria identità, con un occhio attento alle nuove generazioni, sia a quella turistica, per poter meglio comprendere la storia dei luoghi che sta visitando.</text>
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                    <text>Associazione Culturale Balancè
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COMUNICATO STAMPA
LA SEMAINE DU FRANÇAIS ET DU PATOIS 2016
La “Semaine de la langue française et de la francophonie” è stata creata nel 1995 su iniziativa del
Ministero della Cultura e della Comunicazione e ogni anno essa viene organizzata intorno al 20
marzo, la giornata internazionale della Francofonia. Questo avvenimento è un momento
privilegiato per far conoscere e valorizzare la lingua, la cultura e l’identità francofona in tutto il
mondo.
In Italia il Francese è una delle 12 lingue minoritarie tutelate ai sensi della Legge 482/99 e,
insieme all’Occitano, costituisce una ricchezza identitaria e culturale molto preziosa per il
territorio pinerolese.
Nel 2016, in occasione di questa settimana, gli Sportelli di Coordinamento, in collaborazione con le
Unioni Montane del Pinerolese e dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca e con
l’Associazione Culturale Balancé e le molte associazioni che hanno nella valorizzazione e nella
tutela della cultura locale il proprio obiettivo, hanno organizzato una serie di incontri ed eventi che
vogliono mettere in luce i caratteri innovativi, vitali, identitari e multietnici delle due lingue in
viaggio tra le valli, le voci e i suoni dell’Occitano e del Francese.
La Semaine du français et du patois 2016 sarà quindi l'occasione per presentare alla popolazione
locale e agli altri comuni coinvolti nei progetti di tutela e promozione delle minoranze linguistiche
storiche l'esperienza di coesione innescata con l’obiettivo di stimolare nuove iniziative per il futuro,
magari anche nuove forme di collaborazione con soggetti appartenenti o meno al nostro territorio.
Attraverso la creazione di una rete di collaborazioni, di integrazione e di scambio di conoscenze e
competenze è stato possibile realizzare quest'anno una vera sinergia fra le numerose associazioni
del territorio che ha reso possibile la manifestazione che si svilupperà dall'11 al 21 marzo in 6
Comuni ubicati nell'Unione Montana dei Comuni del Pinerolese e nell'Unione Montana dei
Comuni delle Valli Chisone e Germanasca, per 9 giornate di eventi variegati e molti diversi fra
loro, accomunati tutti dalla volontà di far conoscere e valorizzare il Francese e l'Occitano.
Questa edizione della Semaine du Français et du Patois è caratterizzata dall'internazionalità
delle lingue minoritarie storiche, nella loro capacità di creare relazioni al di là delle frontiere e
delle contingenze geografiche, realizzando un vero e proprio collante con i luoghi e i popoli del
pianeta.
In questo senso l'Associazione Balancè, capofila della manifestazione, ha inteso instaurare fra le
Associazioni convenzionate, gli Enti Pubblici, gli Istituti di lingua e cultura, i soggetti presenti sul
territorio che sono espressione della cultura e dell'identità francofona e occitana, una rete di
pianificazione ed organizzazione degli eventi proposti: spettacoli, danze, narrazioni, conferenze,
proiezioni video, concerti, attività gastronomiche che toccano i principali luoghi della francofonia e
della cultura occitana nel mondo.
Tutti gli eventi sono ad ingresso libero!

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Il primo evento della manifestazione si svolgerà venerdì 11 marzo al Tempio Valdese di San
Germano Chisone alle ore 20.45 nell'ambito del progetto formativo dell'Associazione
Musicampus, realizzato con il contributo dell'ex Comunità Montana del Pinerolese. Si tratta di un
concerto in lingua francese del repertorio francofono di tutto il mondo dei cori delle scuole
elementari di San Germano Chisone “P. Jahier” e “G.Rossazza” di Porte, accompagnati dal
quintetto Architorti, dal titolo “Crescendo...in lingua”; canti elaborati da Marco Robino per il
quintetto Architorti - Coordinazione dei laboratori a cura di Bianca Ribetto. Ricordiamo che il
concerto è realizzato con il contributo del Comune di San Germano Chisone Durante la serata
l'Associazione La Valaddo presenterà narrazioni e leggende della tradizione occitana, con letture
realizzate da Esther Pons. Per partecipare a questo evento, vista l'alta affluenza prevista, è
necessaria prenotare chiamando il numero 327.0284561.
Sabato 12 marzo, nel pomeriggio, invece ci si sposta a Villar Pellice, e precisamente alla
Crumière, per un tuffo multietnico nel mondo francofono, grazie all'evento, pensato soprattutto
per le famiglie, “FUIR et autres histories”. Dalle 15.30 narrazioni in lingua francese per bambini
e famiglie e dolci dal mondo francofono internazionale a cura dei Ragazzi Ospiti alla Crumière e
del Gruppo Un mondo di donne in Val Pellice. Dopo una gustosa merenda offerta a tutti, alle
16.30 andrà in scena lo spettacolo “FUIR – Au delà du temps et de l'espace” della neonata
Compagnia teatrale EuropeAfrique, composta da alcuni ragazzi francofoni africani richiedenti
asilo politico del centro di accoglienza Crumière e alcuni residenti del territorio, per la regia di
Alan Mauro Vai; un viaggio universale di uomini e donne alla ricerca di un luogo possibile in cui
vivere i propri sogni, guardando al futuro, con l'aiuto di chi ha il bagaglio pieno di esprienze. Lo
spettacolo nasce da un progetto di formazione francofona a cura dell'Associazione Balancè.
Dalle 18.30 alle 20 cena “Rìfugiàti in cucina”, in collaborazione con il Servizio Richiedenti
Asilo e Rifugiati della CSD. La prenotazione è obbligatoria: chiamare Nicola Salusso al
334.1810363.
Domenica 13 marzo dalle ore 15.00 un altro splendido pomeriggio per famiglie, questa volta al
Forte di Fenestrelle: “Parlo-mè Fort! - S'AMUZAR ENSEMP”. Giornata tradizionale occitana
dedicata alle famiglie e ai più piccoli con l'esibizione del Bal da Sabre degli Spadonari di
Fenestrelle; danze occitane, esibizioni e animazioni per grandi e piccini in costume tradizionale;
narrazioni in patois; giochi tradizionali occitani, il gioco del Sold a grandezza naturale ; Les
Escartons, gioco da tavolo e un vero mulino del '600! Tutto ciò è reso possibile grazie alla
fondamentale collaborazione delle Associazioni La Meiro, La Tèto Aut, Libera Associazione
delle Valli Chisone e Germanasca, Gruppo Teatrale La Cricca, Bal da Sabre e Gruppo
femminile di Fenestrelle, Associazione La Valaddo e di Roberto Toia. Accompagnerà
lietamente la giornata l'ape gastronomica di “Io mangio Gofri”.
Lunedì 14 marzo ore 15 a Bobbio Pellice, presso il Teatro Valdese, si svolgerà “Queleques
mots aux sages”, spettacolo di canti e cori in lingua francese con i bambini delle classi I, II,III, IV e
V elementare di Bobbio Pellice a cura dell'Associazione Musicainsieme, Scuola di Musica della
Val Pellice, Chisone e Germanasca. In questo originale progetto, che ha dato vita allo spettacolo,
la lingua di un territorio diviene lingua di territori da scoprire e costruire insieme. La lingua che
unisce i giovani, che li accompagna alla scoperta dell’altro non più straniero ma fratello, non più
barriera ma veicolo di conoscenza, unione e comprensione. La sezione musicale è a cura di Patrizia
Massel, quella teatrale a cura di Katia Malan.

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Mercoledì 16 marzo ore 19.15 a Torre Pellice, presso il Teatro del Forte, andrà in scena
l'evento “Centenario del Dadaismo – L'INDISPENSABILE”. Una giornata dedicata alla poesia
e al movimento Dadaista, con situazioni poetiche a cura dell'Associazione Balancè, musiche per
l'occasione dal Circolo FA+ e interventi dei docenti dei Seminari proposti dall'Associazione
AG.asc. Vestitevi di rosso e portate una penna! Durante la serata aperitivo DADA curato da
AG.asc e associati
Venerdì 18 marzo ore 17.30 a Pomaretto “Arc en ciel - Parler avec skype... e eicouta”, una
giornata dedicata alle culture e alle lingue francese e occitana, alla loro attuale e forte quotidiana
freschezza che travalica i confini degli Stati. Presso la Scuola Latina alle ore 17.30 proiezione del
video collegamento Skype tra i bambini delle classi IV e V elementare di Pomaretto e le classi
CM1 e CM2 della Scuola di Mirabel-et-Blacons; a seguire un racconto in lingua francese a cura di
Miriam Mourglia. Alle ore 18, sempre alla Scuola Latina, intervento del Professor Matteo
Rivoira dell'Università degli Studi di Torino, ”L'occitano, una lingua che travalica le
Frontiere”. Alle 19.30 presso i Locali della Scuola Primaria di Pomaretto, buffet con piatti
francesi a cura dell'Associazione Noi e il mondo, con il contributo del Comune di
Pomaretto. Per finire al Tempio Valdese di Pomaretto alle ore 21.00 Valeria Tron presenta il
progetto “Lengo Vivo”, a cura dell’Associazione Miralh e dell'Associazione La Valaddo.
Sabato 19 marzo dalle ore 16.30 alle 20.30 a Bricherasio presso la Sala Polivalente, sita in
Via Vittorio Emanuele II, 94, Oil + Oc = O.K., concerto di giovani gruppi della tradizione
occitana e di estrazione francofona e non solo e a seguire jam session. Quindi porta il tuo
strumento e suona con noi! Sulle note delle musiche popolari occitane e francesi, e non solo, generi
diversi, musicalità differenti trovano un terreno comune su cui dialogare. Musiche, danze, poesia e
fotografia tra tradizione e innovazione. Saranno presenti i gruppi Bogianen, Rap occitano, e poi
La Quattre Via, Trigomigo e Nous Mêmes, folk bal occitano. Per l'area francofona il Duo
Popoff, narrazioni e canzoni in francese e Les Accordeons du Villar, Ensemble di fisarmoniche.
Inoltre Devil Metal, genere Hard Rock, e Frederik Ikoko, ospite della Crumiere, cantautore
africano in lingua inglese. Per i balli occitani Giulia Alessio, mentre Jean-Paul Charles e Ivan
Fassio performeranno con “Poesie Pneumatiche Tour”. Verrà anche presentato il Gioco da
tavolo Les Escartons, creato da Roberto Toia.
In esposizione la mostra fotografica di Adriano “Tito” Paltrinieri con omaggi artistici di JeanPaul Charles e Riccardo Cecchetti, “Penser l'émotion”, foto di viaggio degli anni '50 – '70 dei
Paesi del Nord Africa francofono. Apericena gastronomico a cura di "Io mangio gofri".
Domenica 20 marzo, evento su due comuni in Val Pellice. Dalle 14 alle 17 nel Comune di
Lusernetta, passeggiata naturalistica in francese con guida, adatta anche per bambini dai 5 anni in
su. Ritrovo alle ore 14 presso la borgata S. Rocco, Comune di Lusernetta. Visita al sito di arte
rupestre recentemente segnalato da un'abitante del luogo. La prenotazione è obbligatoria al
339/40.18.079 - gabri.nat@virgilio.it
L'evento è a cura di Gabriele Brusa e Andrea Arnoldo dell'Associazione Francesco Lo Bue RBE
Più tardi alle ore 18 di domenica 20 marzo, al Teatro del Forte di Torre Pellice proiezione dei
film vincitori del concorso cinematografico di cortometraggi in lingua francese “La Francophonie
d'ici et d'ailleurs”, a cura dell’Associazione Circolo Artistico Fa+. Alle ore 19.15 aperitivo
occitano curato da AG.asc e associati e Concerto del gruppo Fa + Occitano a cura
dell'Associazione Circolo Artistico Fa +.
L'ultimo evento della Semaine, lunedì 21 marzo ore 16.00 a Torre Pellice presso l'Aula
Scolastica del Collegio Docenti, sarà lo spettacolo “Queleques mots aux sages”, canti e cori in

�Associazione Culturale Balancè
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lingua francese con i ragazzi della II classe delle Scuole Medie a cura dell'Associazione
Musicainsieme, Scuola di Musica della Val Pellice, Chisone e Germanasca. Sezione Musicale a
cura di Patrizia Massel, sezione teatrale a cura di Katia Malan.
Per informazioni più approfondite potete visitare il Blog della Semaine du Français et du Patois
all'indirizzo http://semainedufrancaisetdupatois.blogspot.com/ o la pagina Facebook Semaine du
Français et du Patois ed.2016. Diversamente potete contattare l'Associazione Balancè alla mail
associazionebalance@gmail.com o al numero 338.4497829.
Un grazie particolare alle amministrazioni (Regione Piemonte, Unione Montana del Pinerolese e
Unione Montana dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca e tutti i Comuni del territorio
pinerolese);
all’Associazione Culturale Balancé che ha curato l’organizzazione e la logistica; all’Associazione
Culturale La Valaddo, agli Amici della Scuola Latina e alla Fondazione Centro Culturale Valdese;
all’Associazione Musicampus, agli Architorti ed in particolare a Marco Robino e Bianca Ribetto;
all’Associazione “Un mondo di donne in Val Pellice”; alle associazioni “La Meiro”, “La Tèto Aut”,
“Bal da Sabre”, “Libera Associazione Valli Chisone e Germanasca”, al Gruppo Teatrale “La Cricca”
e Roberto Toia; all’Associazione “Musicainsieme, Scuola di Musica della Val Pellice, Chisone e
Germanasca”; all’Associazione AG.asc; al Circolo Artistico Fa+; all’Associazione “Noi e il mondo”;
all’Associazione “Miralh”, in particolare a Valeria Tron; all’Università degli Studi di Torino, in
particolare al Prof. Matteo Rivoira; all’Associazione Culturale Francesco Lo Bue e a RBE;
a chi ha collaborato con noi per location e logistica (in particolare alle Chiese Valdesi di San
Germano Chisone, Bobbio Pellice e Pomaretto), al Servizio Richiedenti Asilo e Rifugiati della CSD,
all’Associazione San Carlo Onlus di Fenestrelle e al Comune di Bricherasio per l'utilizzo della Sala
Polivalente; a “Io mangio Gofri” e al gruppo “Rìfugiàti in Cucina” per la parte gastronomica;
alle Scuole che hanno a diverso titolo collaborato ai progetti di promozione delle lingue
minoritarie (in particolare a quelle di Pomaretto, Perosa Argentina, Pinasca, Inverso Pinasca, San
Germano Chisone, Porte, Bobbio Pellice, Torre Pellice)…
…e a tutti coloro che sicuramente avremo dimenticato, ma che hanno collaborato a diverso titolo
alla buona riuscita della I edizione della Semaine du Français et du Patois nel Pinerolese!
Informazioni: Associazione Balancè – associazionebalance@gmail.com – 338.4497829
BLOG: http://semainedufrancaisetdupatois.blogspot.com/
Pagina Facebook: Semaine du Français et du Patois ed.2016
PROGRAMMAZIONE
della I edizione della Semaine du Français et du Patois
PROGRAMMAZIONE
Venerdì 11 marzo ore 20.45
San Germano Chisone
Tempio Valdese
"Crescendo...in lingua" a cura dell'Associazione Musicampus.
Concerto in lingua francese del repertorio francofono di tutto il mondo dei cori delle scuole elementari di
San Germano Chisone “P. Jahier” e “G.Rossazza” di Porte, accompagnati dal quintetto Architorti.

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Via Stamperia 25/2 – 10066 - Torre Pellice (To)
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Canti elaborati da Marco Robino per il quintetto Architorti - Coordinazione dei laboratori a cura di Bianca
Ribetto
Concerto realizzato con il contributo del Comune di San Germano Chisone
Durante il concerto letture in lingua occitana a cura dell'Associazione La Valaddo, con Esther Pons.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA – 327.0284561 – associazionebalance@gmail.com
Apericena gastronomico a cura di "Io mangio gofri"
Sabato 12 marzo ore 15.30
Villar Pellice – Crumière
FUIR et autres histories
ore 15.30 – 16.30
"Veniamo da lontano e chi siamo vi raccontiamo!"
a cura dei Ragazzi Ospiti alla Crumière e del Gruppo Un mondo di donne in Val Pellice
"Ora che ci conosciamo, dei dolci insieme mangiamo?"
a cura del Gruppo Un Mondo di Donne in Val Pellice
Narrazioni in lingua francese per bambini e famiglie
e dolci dal mondo francofono
ore 16:30
Spettacolo teatrale
FUIR
Au delà du temps et de l'espace
Compagnia EuropeAfrique
(Richiedenti asilo politico del centro di accoglienza Crumière e alcuni residenti del territorio)
a cura dell'Associazione Balancè - Regia di Alan Mauro Vai
ore 18 – 20
Cena “Rìfugiàti in cucina”
in collaborazione con il Servizio Richiedenti Asilo e Rifugiati della CSD
info e prenotazioni Nicola Salusso 334.1810363
Domenica 13 marzo ore 15
Fenestrelle
Forte di Fenestrelle
Parlo-mè Fort!
S'AMUZAR ENSEMP
Giornata tradizionale occitana dedicata alle famiglie e ai più piccoli
Bal da Sabre degli Spadonari di Fenestrelle - danze occitane, esibizioni e animazioni per grandi e piccini in

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costume tradizionale - narrazioni in patois - giochi tradizionali occitani, il gioco del Sold a grandezza
naturale - Les Escartons, gioco da tavolo e un vero mulino del '600!!!
a cura delle Associazioni La Meiro, La Tèto Aut, Libera Associazione delle Valli Chisone e Germanasca,
Gruppo Teatrale La Cricca, Bal da Sabre e Gruppo femminile di Fenestrelle, Associazione La Valaddo e
Roberto Toia
Apericena gastronomico a cura di "Io mangio gofri"
Lunedì 14 marzo ore 15
Bobbio Pellice
Teatro Valdese
Queleques mots aux sages
Spettacolo di canti e cori in lingua francese con i bambini delle classi I, II,III, IV e V elementare a cura
dell'Associazione Musicainsieme, Scuola di Musica della Val Pellice, Chisone e Germanasca.
Sezione musicale a cura di Patrizia Massel, sezione teatrale a cura di Katia Malan
Mercoledì 16 marzo ore 19.15
Torre Pellice
Teatro del Forte
Centenario del Dadaismo - L'INDISPENSABILE
Giornata dedicata alla poesia e al movimento Dadaista
a cura dell' Associazione AG.asc, con Circolo Artistico FA+ e Balancè
Aperitivo curato da AG.asc e associati
Venerdì 18 marzo ore 17.30
Pomaretto
Arc en ciel
Parler avec skype... e eicouta
Scuola Latina
ore 17.30
Proiezione del video collegamento Skype tra i bambini delle classi IV e V elementare di Pomaretto e le
classi CM1 e CM2 della Scuola di Mirabel-et-Blacons;
Racconto in lingua francese a cura di Miriam Mourglia
ore 18
Intervento del Professor Matteo Rivoira dell'Università degli Studi di Torino “”L'occitano, una lingua che
travalica le Frontiere”
Locali della Scuola Primaria di Pomaretto
ore 19.30
Buffet con piatti francesi a cura dell'Associazione Noi e il mondo

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con il contributo del Comune di Pomaretto
Tempio Valdese di Pomaretto
ore 21.00
Valeria Tron presenta il progetto “Lengo Vivo”, a cura dell’Associazione Miralh e dell'Associazione La
Valaddo, con musiche e canti tradizionali
Sabato 19 marzo ore 16.30 – 20.30
Bricherasio
Sala Polivalente – Via Vittorio Emanuele II, 94
Oil + Oc = O.K.
Concerto di giovani gruppi della tradizione occitana e di estrazione francofona e non solo e a seguire jam
session!! Musiche, danze, poesia e fotografia tra tradizione e innovazione.
Con
Bogianen - Rap occitano
La Quattre Via, Trigomigo e Nous Mêmes - folk bal occitano
Duo Popoff – narrazioni e canzoni in francese
Les Accordeons du Villar – Ensemble di fisarmoniche
Devil Metal – Hard Rock – Black Swan Rock School
Frederik Ikoko – Ospite Crumiere – Cantautore africano in lingua inglese
Giulia Alessio - Balli occitani
Jean-Paul Charles e Ivan Fassio - Poesie Pneumatiche Tour
Roberto Toia - Gioco da tavolo Les Escartons
“Penser l'émotion” - Mostra fotografica di Adriano “Tito” Paltrinieri con omaggi artistici di Jean-Paul
Charles e Riccardo Cecchetti – Foto di viaggio degli anni '50 – '70 dei Paesi del Nord Africa francofono
Apericena gastronomico a cura di "Io mangio gofri"
Domenica 20 marzo
Lusernetta
ore 14 - 17
Passeggiata naturalistica in francese con guida, adatta anche per bambini dai 5 anni in su.
Ritrovo h. 14 presso la borgata S. Rocco, Comune di Lusernetta.
Visita al sito di arte rupestre recentemente segnalato da un'abitante del luogo.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA. Info al 339/40.18.079 - gabri.nat@virgilio.it
a cura di Gabriele Brusa e Andrea Arnoldo, Associazione Francesco Lo Bue - RBE
Torre Pellice
Teatro del Forte
ore 18

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ore 18 Proiezione dei film vincitori del concorso cinematografico di cortometraggi in lingua francese
“La Francophonie d'ici et d'ailleurs”, a cura dell’Associazione Circolo Artistico Fa+
ore 19.15
Aperitivo occitano curato da AG.asc e associati
e Concerto del gruppo Fa + Occitano a cura dell'Associazione Circolo Artistico Fa +
Lunedì 21 marzo
ore 16.00
Torre Pellice
Aula Scolastica del Collegio Docenti
Queleques mots aux sages
Spettacolo di canti e cori in lingua francese con i ragazzi della II classe delle Scuole Medie a cura
dell'Associazione Musicainsieme, Scuola di Musica della Val Pellice, Chisone e Germanasca. Sezione
Musicale a cura di Patrizia Massel, sezione teatrale a cura di Katia Malan

Responsabile Ufficio Stampa
Alan Mauro Vai
associazionebalance@gmail.com - 3270284561

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                  <text>Le Attività Culturali di promozione linguistica si propongono l’obiettivo principale di valorizzare e diffondere in maniera efficace studi, materiali e ricerche circa la minoranza linguistica storica, ma anche quello di proporre attività e azioni di diverso genere rivolte sia alla popolazione locale, per riappropriarsi della propria cultura linguistica e della propria identità, con un occhio attento alle nuove generazioni, sia a quella turistica, per poter meglio comprendere la storia dei luoghi che sta visitando.</text>
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